La mia prima lettera d’amore
Come uomo vengo ipnotizzato alla svelta. Basta che una donna con i capelli neri e ricci mi guardi negli occhi per un secondo

Gentile Anna, è difficile scrivere alla mia età la prima lettera d’amore. Sì, lo ammetto, non ho mai scritto una lettera per chiederla in fidanzata. Ho 46 anni (li compio oggi). Come uomo vengo ipnotizzato alla svelta. Basta che una donna con i capelli neri e ricci mi guardi negli occhi per un secondo che non capisco più niente. Vado in trance e le intesto casa, terreni, titoli azionari, oro, eccetera. Di solito lei scappa e mi lascia in quella condizione, detta la condizione del cane. E’ già successo diverse volte con ragazze diverse. Per riprendermi devo essere percosso con una radice. Cosa illegale. Ieri mi ha telefonato un call center. Una ragazza (penso con capelli ricci neri) mi ha chiesto di comprare qualcosa. Ho declinato l’invito. Lei mi ha risposto: “Sei un cafone!”. A quel punto mi sono innamorato.
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Nato a Milano il 20 maggio 1961. Vero nome: Carlo Barcellesi. Diplomato terza media presso Camera del Lavoro di Milano nel 1985, corso serale a numero chiuso. Dopo il militare lavora come sguattero in un hotel. Nel 1987 arriva ultimo a “Riso in Italy”, concorso importante a Roma per giovani. Fa ricorso e vince. Ha uno sfratto ma non riconosce la sentenza. Collabora con il Foglio dal 1986 grazie al direttore Giuliano Ferrara. E' fidanzato con Monica.
