A telefono con l'archeologo

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Foto di Trnava University su Unsplash

Mi telefona un mio archeologo: “Abbiamo trovato la Pinta!”. “Cos’è?”. “Ma scherzi? La caravella andata perduta nel viaggio di ritorno di Colombo”. “E’ completa?”. “C’è tutto! Dai barili di sale alle aringhe al vino”. “Salme?”. “Due”. “C’è anche quella del genovese?”. “No, che dici! La salma di Colombo è nel mausoleo a lui dedicato a Oristano”. “Sarà proprio lui?”. “Chi può dirlo”. “Guarda bene nella caravella se ci sono altre salme, ma dove l’avete trovata?”. “Dietro il manicomio di Venezia”. “Quello sull’isola abbandonata piena di gatti?”. “No a 1 km, su un’isola artificiale formatasi da qualche anno, piena di plastica e reti… In plastica anche quelle, è fatta solo di quel materiale. Io: “Buttate via tutto e fate finta di niente, mica ci danno la colpa a noi”.