Molte minacce si annidano dietro la ritirata russa, ma ora c'è di che rallegrarsi

Mykolaiv è stata la vera città d’inciampo della tracotante offensiva. L'esercito invasore l'ha bombardata pressoché ogni giorno – ogni notte – uccidendo e ferendo, togliendole l’acqua e il resto, spaventandola. Il ritiro dietro Kherson fa pensare che ora sarà più protetta
11 NOV 22
Ultimo aggiornamento: 05:00
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Ansa 

Vedo, come tutti, le minacce che si annidano ancora dietro il dichiarato ritiro dell’esercito russo dalla città di Kherson e oltre il fiume Dnipro. Ma non posso fare a meno di rallegrarmi intimamente di questo fatto compiuto, il più fervidamente atteso di tutta la controffensiva ucraina. Tuttavia ieri, quando è stata confermata e documentata la liberazione di Snihurivka, un villaggio che aveva, prima di essere falcidiato, appena 12 mila abitanti, ma è uno snodo strategico, come si dice, sulla strada di Kherson, ho provato una gioia speciale. Perché Snihurivka, di cui gli occupanti russi avevano fatto una loro base decisiva, si trova a nord di Mykolaiv e all’oblast’ di Mykolaiv appartiene.
Mykolaiv è stata la vera città d’inciampo della tracotante ingorda offensiva russa lungo la costa del Mar Nero, che aveva immaginato di procedere schiacciando ogni resistenza fino a Odessa, il boccone più prelibato, e oltre. Respinto quando era già entrato in città, l’esercito invasore ha bombardato Mykolaiv pressoché ogni giorno – ogni notte – uccidendo e ferendo, togliendole l’acqua e il resto, spaventandola. Snihurivka, e domani Kherson, fanno pensare che Mykolaiv sarà più protetta, più distante dalla gittata di un esercito grande solo nella frustrazione terroristica. Mykolaiv e la sua gente sono stati, sono, eroici. Anche a Odessa ora mancano largamente l’elettricità, e il riscaldamento e l’acqua, e nella città del sole si è fatto buio.
Da Odessa si è guardato a Mykolaiv come a un fratello minore, a una sorella minore, che si è gettata nella mischia a far scudo alla sorella maggiore, al fratello maggiore, come succede a volte. E’ un privilegio riconoscere situazioni in cui la buona retorica è di casa.