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Lotta di idee all'ultimo sangue
Era inevitabile che lo scontro toccasse l’estremo con Israele e Palestina, in cui è in ballo l’ebraismo, cioè l’antisemitismo da una parte e la vittima mutata in carnefice dall’altra. È ragionevole pensare che anche da noi si potrà passare al sangue, se prima non si sarà sfebbrata la contrapposizione
3 GIU 26

Foto LaPresse
L’inimicizia senza riserve fra (autodichiarati o supposti) proisraeliani e (autodichiarati o supposti) propalestinesi è ormai un fatto compiuto. Era successo, più debolmente, più marginalmente, per la pandemia. Poi, più sorprendentemente, più accanitamente, fra filorussi e filoucraini: partita decisiva. Ma era inevitabile che toccasse l’estremo con Israele e Palestina, in cui è in ballo l’ebraismo, cioè l’antisemitismo da una parte e la vittima mutata in carnefice dall’altra. Avviene molto vicino a noi – nel medio o vicino oriente, nell’Asia occidentale, comunque lo si chiami – nella forma più spietata: all’ultimo sangue. Da noi, all’ultima parola, e alla messa al bando reciproca. E’ ragionevole pensare che anche da noi si potrà passare al sangue, se prima non si sarà sfebbrata la contrapposizione. Quando sarà il momento di provare a invertire la rotta? Sempre, direi. Ieri, oggi. Domani?