La chiesa insegni che i bambini sono sacri
Il cardinale Pell ha dato risposte contrite al tribunale del mondo, incarnato in una commissione d’inchiesta non dotata di alcun titolo morale per occuparsi di molestie ai minori essendo istituzione di un paese, l’Australia, che permette in svariate forme la tratta dei bambini (vulgo: adozioni omose

Il cardinale Pell ha dato risposte contrite al tribunale del mondo, incarnato in una commissione d’inchiesta non dotata di alcun titolo morale per occuparsi di molestie ai minori essendo istituzione di un paese, l’Australia, che permette in svariate forme la tratta dei bambini (vulgo: adozioni omosessuali e utero in affitto). A un simile tribunale non si doveva dichiarare nulla, un simile tribunale si poteva soltanto ricusare: la teologia non può farsi giudicare dall’omocrazia. Se i virgolettati diffusi sono veri il cardinale si è spinto ad accusare la Sposa di Cristo: “La Chiesa ha commesso errori enormi”. Ma come ti permetti, cosa c’entra la Chiesa? Gli errori sono stati semmai del clero o, ancor più precisamente, di una parte di esso. In piena sindrome di Stoccolma, forse pressato dalle vittime di professione e da fangosi film hollywoodiani, Pell sembra aver rincarato: “Gli abusi sui bambini sono un problema da secoli”. Ma gli abusi sui bambini esistono da quando esistono i bambini, sono attestati in ogni tempo e luogo e le cose sono migliorate soltanto con l’arrivo di Cristo che per i molestatori ha auspicato addirittura l’annegamento. I cardinali dovrebbero parlare del cristianesimo, non dei modesti casi loro, e ricordare al mondo, ossia ai pagani, che essere cristiani significa considerare i bambini sacri.
Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).
