L'arte per i soldi
Arte o non arte? Io credo arte, sebbene un po’ troppo affollata per i miei gusti aristotelici, oraziani, baudelairiani, girardiani, insomma elitisti. Ma non è questo il punto, il punto sono i soldi: dieci o quindici milioni di euri, interamente coperti dal mercato internazionale dell’arte.

Arte o non arte? Io credo arte, sebbene un po’ troppo affollata per i miei gusti aristotelici, oraziani, baudelairiani, girardiani, insomma elitisti. Ma non è questo il punto, il punto sono i soldi: dieci o quindici milioni di euri, interamente coperti dal mercato internazionale dell’arte. Internazionale ossia tutto meno che italiano, siccome gli italiani sono poveri o pauperisti, che è pure peggio. Gli italiani felici di sgambettare a scrocco sulla passerella sebina sono comparse di una scenografia, consumatori passivi di qualcosa che è stato pensato e pagato altrove. Nello stesso giorno in cui organizzavano la gita sull’Iseo molti di loro votavano sindaci decrescisti che nel curriculum si vantano di aver fatto volontariato nei canili. Si calcoli quante tonnellate di cibo per cani si possono comprare con dieci o quindici milioni di euri. E quante siano le possibilità che grandi opere d'arte vengano prossimamente realizzate sul territorio italiano non per gentile concessione di entità straniere ma con pensiero e denari, pubblici o privati, italiani.
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Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).
