Saviano e il Fertility Day
Dio acceca chi vuole perdere e dunque un giorno mandò in Italia Roberto Saviano. Lo scrittore napoletano, già anticamorrista e oggi estinzionista, se la prende con la meritevole iniziativa ministeriale dall’immeritevole nome di Fertility Day, definendola un ritorno al Medioevo.

Dio acceca chi vuole perdere e dunque un giorno mandò in Italia Roberto Saviano. Lo scrittore napoletano, già anticamorrista e oggi estinzionista, se la prende con la meritevole iniziativa ministeriale dall’immeritevole nome di Fertility Day, definendola un ritorno al Medioevo. Dio acceca chi vuole perdere e ha reso vendutissimo e autorevole uno scrittore che sembra aver ricavato l’accezione della parola Medioevo dai libri di storia di Indro Montanelli e Roberto Gervaso. Dio acceca chi vuole perdere e ai savianei, se non proprio a Saviano, fa definire fascista l’iniziativa governativa quando poi proprio Saviano si lamenta del fatto che la procreazione non venga finanziata, insomma che i figli non vengano pagati dallo stato: un’idea che profuma di 1925, anno di nascita dell’Opera nazionale maternità e Infanzia. Dio acceca coloro che vuole perdere, così si convincono che fare figli sia una questione di soldi: come se i nostri avi fossero tutti ricchi, come se in Niger (7,19 figli per donna) navigassero nell’oro. E quando sono convinti, disgustato, li estingue.
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Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).
