Vitaliano Trevisan contro il gender, il controllo qualità e l'ambiente teatrale

Pochi passaggi fra i più nobili del terribile capolavoro "Works", per celebrare uno scrittore che è cenere nel camposanto di Sandrigo, oggi che è Mercoledì delle Ceneri
2 MAR 22
Ultimo aggiornamento: 05:00
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Vitaliano Trevisan che ora sei cenere nel camposanto di Sandrigo, per il Mercoledì delle Ceneri volevo sintetizzare le 691 pagine di “Works. Edizione ampliata” (Einaudi) ma è troppo anche per un campione della sintesi quale mi ritengo. Mi limito dunque a trascrivere pochissimi passaggi, fra i più nobili, del tuo terribile capolavoro. Contro “Lolita”: “Niente di più che un romanzo porno scritto molto bene – il che, dirà qualcuno, non è poco, ma a noi sembra un’aggravante”. Contro il gender: “Nel cosiddetto mondo del lavoro è risaputo che, nei lavori semplici e ripetitivi, le donne riescono meglio degli uomini punto; e ognuno pensi ciò che può e che vuole”. Contro le certificazioni: “Ah!, la Qualità Totale e le sue certificazioni internazionali! Pensare che qualcuno ci crede davvero, dimenticando che oggi anche la qualità, come tutto, si compra e si vende…”. Contro l’ambiente teatrale: “Comincio a stancarmi di gente con case a Capalbio, con o senza seguito di costosissimi figli che studiano da registi, che conducono vite dispendiosissime, e immancabilmente iniziano i loro fumosi discorsi dicendo: Non ci sono soldi. È grottesco”. Contro Toni Servillo: no, qui niente virgolettato, sarebbe troppo lungo, solo la preghiera al lettore di correre alle pagine 492-504 dove il troppo noto attore viene incenerito in vita.