Non ci mancheranno solo le tele di David Hockney

Amava moltissime cose, ma ne disprezzava alcune: la pittura astratta, la fotografia, i critici, le vacanze. Tutto gli sia perdonato in virtù di questa sola frase, degna di Simone Weil: “Il mondo è molto, molto bello se lo guardi con attenzione”

12 GIU 26
Ultimo aggiornamento: 14:55
Immagine di Non ci mancheranno solo le tele di David Hockney

Foto Ansa

E’ morto il più grande pittore vivente, David Hockney. Speravo campasse cent’anni (ne aveva 88) sia perché continuava a dipingere quadri bellissimi, freschi, incredibilmente giovani, sia perché non smetteva di impartire preziosi insegnamenti sull’arte e sulla vita. Perfino sulla politica. Come tutti i migliori impolitici era anticomunista e antiutopista: “Ho sempre detestato il comunismo: l’idea di dover sacrificare il presente nel nome di un futuro meraviglioso. Ma come fai a sapere che sarà meraviglioso?”. Come tutti i migliori omosessuali non confondeva il presente dominio di Sodoma con il regno della libertà: “Una volta non potevi essere gay. Adesso puoi essere gay ma non puoi fumare. C’è sempre qualcosa di proibito”. Amava moltissime cose: le piscine, la California, la campagna inglese, la Normandia, il burro, le salsicce di interiora, la primavera, il piacere, il sole, i paesaggi, i ritratti… Ne disprezzava alcune: la pittura astratta, la fotografia, i critici, le vacanze, Jacques Derrida… Tutto gli sia perdonato in virtù di questa sola frase, degna di Simone Weil: “Il mondo è molto, molto bello se lo guardi con attenzione”.