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Preghiera •
Non ci mancheranno solo le tele di David Hockney
Amava moltissime cose, ma ne disprezzava alcune: la pittura astratta, la fotografia, i critici, le vacanze. Tutto gli sia perdonato in virtù di questa sola frase, degna di Simone Weil: “Il mondo è molto, molto bello se lo guardi con attenzione”

Foto Ansa
E’ morto il più grande pittore vivente, David Hockney. Speravo campasse cent’anni (ne aveva 88) sia perché continuava a dipingere quadri bellissimi, freschi, incredibilmente giovani, sia perché non smetteva di impartire preziosi insegnamenti sull’arte e sulla vita. Perfino sulla politica. Come tutti i migliori impolitici era anticomunista e antiutopista: “Ho sempre detestato il comunismo: l’idea di dover sacrificare il presente nel nome di un futuro meraviglioso. Ma come fai a sapere che sarà meraviglioso?”. Come tutti i migliori omosessuali non confondeva il presente dominio di Sodoma con il regno della libertà: “Una volta non potevi essere gay. Adesso puoi essere gay ma non puoi fumare. C’è sempre qualcosa di proibito”. Amava moltissime cose: le piscine, la California, la campagna inglese, la Normandia, il burro, le salsicce di interiora, la primavera, il piacere, il sole, i paesaggi, i ritratti… Ne disprezzava alcune: la pittura astratta, la fotografia, i critici, le vacanze, Jacques Derrida… Tutto gli sia perdonato in virtù di questa sola frase, degna di Simone Weil: “Il mondo è molto, molto bello se lo guardi con attenzione”.
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Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).
