La canzone italiana è morta, o forse no. Sano, Tutti Fenomeni e le “Fascistissime”

I due firmano un pezzo retrofuturista, situato da qualche parte laggiù nel Novecento. Un pezzo nostalgico, certo. Del fascismo? No, dell’Italia

7 LUG 26
Immagine di La canzone italiana è morta, o forse no. Sano, Tutti Fenomeni e le “Fascistissime”

Screenshot dal brano su Youtube

La canzone italiana è morta, o forse no. Di sicuro è morta nel mio cuore e nelle mie orecchie, questa è la prima estate della mia vita in cui ascolto solo brani stranieri. Unica eccezione: “Fascistissime”. La canta Sano, giovane napoletano che all’anagrafe fa Riccardo Capone, affiancato da quel fenomeno di Tutti Fenomeni: “La nostalgia di un missile / di una vecchia abitudine / le notti più romantiche / le nostre coste adriatiche / le leggi fascistissime / l’estate a Ventotene…”.
Un pezzo retrofuturista, situato da qualche parte laggiù nel Novecento, che ha come nobile e ancor più pazzo antecedente “Tambroni Twist” di Johnson Righeira (i Righeira prima dei Righeira). Un pezzo nostalgico, certo. Del fascismo? Non direi. Nostalgico dell’Italia. Io un po’ me le ricordo le estati di quando c’era l’Italia… Visto da qui sembra un sogno eppure certamente l’ho vissuto, eccome se l’ho vissuto, un luglio adriatico-monoetnico ascoltando Umberto Tozzi. Bando alla malinconia: questa sia, da Ventotene a Vasto, l’estate di Sano (e chi non lo ascolta sia condannato a imparare i testi di Ultimo a memoria).