Fastidioso perché comunista

I comunisti sono sociali, credono molto nella società e dalla società molto pretendono. Fa niente che la società non sia un’entità astratta ma singoli contribuenti, connazionali, colleghi che il comunista ritiene tenuti a supportarlo anche contro la loro volontà

8 LUG 26
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Foto LaPresse

“È un comunista”. Con una sola parola, un vecchio, intelligentissimo collezionista mi spiega perché un vecchio, fastidiosissimo artista si lamenta sempre, sempre ritiene di essere defraudato, e non ringrazia mai nessuno, nemmeno chi cerca di aiutarlo. Non ci avevo pensato. Sapevo che l’artista in questione è di sinistra, e non grazie a una particolare perspicacia, semplicemente perché è un automatismo, un pavlovismo: il 90 per cento degli artisti è di sinistra, la categoria è conformista e prevedibile come poche. Tuttavia non avevo mai collegato la sua insopportabilità all’orientamento politico. E invece avrei dovuto. Non è soltanto il naturale egocentrismo dell’artista, c’è qualcosa di più e questo qualcosa è proprio il comunismo. I comunisti sono sociali, credono molto nella società e dalla società molto pretendono. Fa niente che la società non sia un’entità astratta ma singoli contribuenti, connazionali, colleghi che il comunista ritiene tenuti a supportarlo anche contro la loro volontà (ogni comunista è un tirannello liberticida). La controprova sono io: anticomunista e antisociale, dalla società, che quasi non riconosco come esistente, non pretendo nulla. Penso innanzitutto ai casi miei e non molesto nessuno. Al massimo, a questo punto, prego gli eredi di far scrivere sulla mia lapide: “Non era un comunista”.