Sognando il Medio Evo

A Messa mi troverò negli anni Settanta o nel Settecento. Al modernariato zuppiano preferisco l’antiquariato tridentino ma non riesco a immaginare che rappresenti il futuro del cristianesimo

11 LUG 26
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Domani a Dio piacendo andrò a messa e mi ritroverò o negli anni Settanta o nel Settecento. Negli anni Settanta, se finirò in un’ordinaria parrocchia con prete postconciliare: altarino assembleare, balaustre divelte, comunione sulla mano, fedeli in braga corta, canti sincopati, insomma il consueto cattochitarrismo Cei. Nel Settecento, se facendo un po’ di chilometri approderò a una messa tridentina (beninteso, non lefebvriana ma celebrata in comunione con Roma): latino, merletti, berrette, genuflessioni, veli. Al modernariato zuppiano preferisco l’antiquariato tridentino ma non riesco a immaginare che rappresenti il futuro del cristianesimo. E allora sognerò di ritrovarmi nel 700 inteso come anno, all’alba dell’Ottavo secolo dopo Cristo: monasteri e mosaici, gregoriano e incenso. Con innumerevoli santi di ogni tipo, abati, vescovi, missionari, pellegrini, facili da riconoscere e da incontrare, ambasciatori dell’eternità nella vita quotidiana. Il futuro è il Medio Evo.