spazio okkupatoDalla politica al marketing, la rinnovata prevalenza della fede sulla fiduciaUn giornale nazista negli anni Venti magnificava impunemente i capelli biondi di Hitler nonostante la foto rendesse evidente il contrario. Non saremo tornati sotto il totalitarismo, ma il meccanismo per cui viene creduto qualunque messaggio ripetuto per un numero sufficiente di volte è sempre lo stessodiGiacomo Papi16 APR 22
Saverio ma giustoIl nemico è fra noi! Contro i russi serve gente brava a WordleRispolverate i vostri trench, togliete dalla naftalina lo smoking, mandate a stirare in tintoria l’abito mozzafiato da Mata Hari. Tutto fa brodo ora che ci impegnamo nella sfida più difficile: distinguere le vere spie russe dai semplici mentecatti filo-PutindiSaverio Raimondo13 APR 22
Perché con il Covid e la guerra si è rotta pure qualche amiciziaSiamo diventati più intolleranti perché più consapevoli delle nostre libertà da difendere, e non abbiamo più voglia di discutere con complottisti, negazionisti, antieuropeisti. E quel sorrisino di oggi per la Le Pen, anche basta, graziediClaudio Cerasa11 APR 22
La globalizzazione "da gettare"? Ma se in vent'anni ha redistribuito la longevitàUn elemento basta per mettere in discussione questa visione/versione dell'aumento univoco delle disparità: la vera e grande e innegabile e benissimo documentabile redistribuzione della speranza di vita su scala mondialediRoberto Volpi9 APR 22
La denazificazione russa? È un impianto hi-fi rubato in UcrainaAltro che distruzione delle borse di Chanel da parte delle influencer russe. La razzia di beni da parte dei militari di Mosca, che poi li spediscono in patria, dimostra solo che siamo tutti consumisti. Ma qualcuno è pure ladrodiFabiana Giacomotti9 APR 22
toccando ferroDa Jada Pinket a Fedez. Instagram è storia di malattie, ma la morte non è ammessaLo star-system oramai è un grande nosocomio. Non sarà mica in parte anche colpa del pubblico, che cerca cristi dolenti anziché trionfanti?diGinevra Leganza9 APR 22
La riflessione sul conflitto ucrainoIl caos del dibattito sulla guerra, o l’incapacità di fare i conti con il tragicoResa o resistenza. Il guaio di chi rifiuta il “pensiero binario” e la paura di fare i conti con l'inevitabile tragedia dei dilemmi senza sboccodiGuido Vitiello9 APR 22
Ma quale messinscena?Non è che siamo un paese incapace di riconoscere il tragico? L’eccezione italianaIn nessun altro paese europeo, informazione e politica sono marcate da dibattiti demenziali come quello sulla fiction di Mariupol e Bucha o dall’equidistanza circense di certa destra sovranista e piccola sinistra antioccidentalediGiuliano Ferrara6 APR 22
Saverio ma giustoI fiori senza cannoni. Qualche integrazione al "manifesto" di OrsiniLe proposte per la pace del professore non sono molto convincenti, si può fare di più e di meglio. E allora, perché riconoscere solo Donbas e Crimea? Tanto vale non riconoscere l'Ucraina, consideriamola una specie di Narnia. Poi passiamo direttamente al rublo, così facciamo i cambia-valute dell'UediSaverio Raimondo6 APR 22
EditorialiAnpi e pregiudizioCon posizioni così ambigue sull’Ucraina Pagliarulo eviti il vittimismodiRedazione6 APR 22