Come fare TikTok alla porta di Draghi

Il presidente del Consiglio non ha profili social. Tocca inventare (dispiace dirlo) o curiosare tra i post di qualche dirigente Bce o su YouTube. Indiscrezioni sulle prime visite ufficiali del premier e su colloqui al più alto livello
22 FEB 21
Ultimo aggiornamento: 05:00
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Ed eccoci a Mario Draghi (miglior premier italiano da quando abbiamo la Repubblica). Sappiamo che il presidente non ha profili social, per cui inventiamo. Come sempre (dispiace dirlo). La prima foto su Instagram è quella della “povera deficiente” che durante un discorso di Draghi salta sul tavolo e tira coriandoli. Siamo risaliti al profilo Facebook della povera cretina. E’ un’esaltata terrapiattista, figlia nata in provetta da due grandi obesi. Ho postato un commento sotto la sua foto: “Vai a lavorare alle Ferrovie africane (con massimo rispetto per questo glorioso ente). Se salti sulla scrivania del direttore generale ti portano sulle rive dello Zambesi a contare quanti gnu guadano e sconfinano dal parco Serengeti allo Zambia. Auguri!”.
Andiamo avanti. Su TikTok (profilo di Davide Casaleggio) c’è la copertina di Panorama con “Dragon Force” come titolo e la caricatura del premier. Il commento è: finalmente il nostro paese ha un premier che non perde tempo sui social. Firmato Davide Casaleggio. Siccome faccio tutto quello che è di tendenza, anch’io adesso mi cancello da: Facebook, Instagram, TikTok, Linkedin, Snapchat (seguono altri 35), firmato Davide (detto Davidone) Casaleggio.
Curiosando sui profili social di un dirigente Bce, veniamo a sapere che il premier a Francoforte era chiamato “Professor Mariolone”. Complimento molto gradito dall’interessato, tanto che anche le addette alla mensa della Bce si rivolgevano all’allora presidente così: “Professor Mariolone, oggi abbiamo pasta allo scoglio, riso e mirtilli, lasagne all’araba, come primi. Come secondi...”. Di solito il presidente prendeva: riso e mirtilli e pecorino sardo con pomodori, frutta (noce di cocco) e dessert, vino della Loira (di una cantina chiusa per lutto).
Spostiamoci su YouTube. C’è un filmato di uno studente che discute la tesi all’Università di La Valletta. Il controrelatore si alza e urla: “Vergogna! Questa è la ‘lectio magistralis’ tenuta dal prof. Draghi all’Università di Ancona. Lei è un impostore, anzi un copione”. Il rettore dell’ateneo di La Valletta corre giù in sala tesi e accertato il plagio, dichiara lo studente: “Testa di bove”.
Prima visita ufficiale del premier Draghi, si va a Grinzane Cavour (Cn) a visitare il museo e la Fondazione del massimo artefice dell’unità d’Italia. Al suo arrivo, presenza non gradita, ma tollerata dal premier, i 210 sosia di Camillo Benso. Vestiti come il conte di Cavour. E’ gente che ha perso il lavoro e gira nelle discoteche come sosia, come fanno i vari sosia di Celentano, del senatore Razzi, Beyonce, il generale La Fayette. Anche loro fanno girare l’economia. Per una serata prendono 500 euro (in nero, ma neanche! A volte fatturano 150 euro).
Tanti sui social si lamentano che Mario Draghi usi un’auto tedesca. Ma cosa pensano che il premier messicano usi un’auto messicana? E il primo ministro ugandese un’auto ugandese? Ma dove siamo, al circo? Solo il premier giapponese usa un’auto made in Japan. Gli altri per cortesia istituzionale usano auto di carrozzieri indipendenti, tipo Uaz (Ul’janovskij Automobil Zavod).
La prima visita istituzionale Draghi la compie nei sotterranei del ministero del Tesoro. Dichiara all’Ansa: “Voglio accertarmi di persona della riserva aurea che il nostro paese ha in carico. In una foto postata sul sito Instagram del sindaco Nardella si vede Draghi in mezzo ai bancali di lingotti. Foto molto bella per altro. Draghi dichiara dopo il conteggio: “Sono molto soddisfatto, a bilancio risultavano due milioni di pezzi (lingotto peso standard internazionale). Ne mancano una decina. Ma è normalissimo quando ballano questi numeri. L’Italia può far fronte a qualsiasi tempesta economica”. Subito Standard & Poor’s eleva al massimo voto l’Italia: AAAAA +++++. Nessun paese al mondo ha mai avuto un rating cosi bello. Forse l’impero austro-ungarico nel XIX secolo, ma neanche, aveva AAA ++. Il peggior rating del mondo attualmente è detenuto dal Burundi: BB –– B. Ma per conto mio è un voto troppo severo, giusto sarebbe AA-. E’ un’economia in forte ripresa.
Mario Draghi riceve a Palazzo Chigi Chiara Ferragni e Fedez. Lo sappiamo dai profili dei due artisti. Le politiche giovanili sono al centro dell’azione di governo. I due influencer vengono designati da Draghi sottosegretari con delega alla moda e alla poesia (in rima). Subito partono per un tour all’estero. Macron copia l’iniziativa del nostro leader mettendo nel governo Bob Sinclar e David Guetta (Dj più famosi della Terra). Standard & Poor’s aumenta il rating della Francia ad AAA+.
Mario Draghi vola nelle Filippine. A Manila viene accolto come un re. Al nostro premier si chiede:
A) Se può far disputare un gran premio di Formula 1 nell’arcipelago. Scelga Draghi l’isola. Dice il presidente filippino: “Mario!! Per me va bene tutto! Basta mi porti la Ferrari qui!”.
B) Fare entrare Manila nei tornei del Grande Slam. Draghi: “Sono a favore! Ma per farlo dovremo sbattere fuori una tra: New York, Parigi, Londra, Australian Open...”.
Premier filippino: “Direi New York, è quella meno gradita ai tennisti”.
Draghi: “Come mai?”.
Premier filippino: “Sono disturbati dal continuo decollo degli aerei che c’è a pochi metri da Flushing Meadows”.
Draghi: “Sì! Hai ragione, telefono a Biden adesso!”.
Procediamo con questo articolo, vediamo il nostro presidente del Consiglio in visita privata alla Fondazione Luigi Einaudi, nella capitale in via della Conciliazione. Anche qui il premier si ritrova all’entrata 250 sosia del presidente della Repubblica (grande economista).
Il premier: “Ragazzi non per mancarvi di rispetto, ma la Confartigianato mi dice che mancano figure come: i panificatori, gli elettrauto, i tappezzieri, gli addetti a tirar su le paratie del Mose a Venezia. Non è il caso di convertirvi?”.
Uno dei sosia: “Ha ragione presidente, ma siamo più comodi così”.
Draghi: “Ma c’è pieno il mondo di sosia di personaggi famosi, non possiamo lavorare tutti nel mondo dello spettacolo”.
Nel dire questo saltano fuori dalla piazza cinque sosia di Mario Draghi. Il capo ufficio stampa di Palazzo Chigi: “Dove andate disgraziati?”. Loro: “A Ibiza”. Draghi interviene: “Lasciamoli fare”. Una persona tra il pubblico mostra un tatuaggio di Draghi sul braccio.
Daniele Franco (ministro dell’Economia) relaziona al premier: “Presidente, il mercato dei tatuaggi in Italia oggi vale il 18 per cento del pil. Non c’è ragazza o ragazzo che non abbia speso almeno duemila euro da un tatuatore. Questa categoria è quella che ha avuto l’incremento di entrate più alto...”.
Draghi: “Sapevo già questi dati, a questo punto facciamoci fare un tatuaggio anche noi. Franco lei dove mi consiglia di andare?”.
Ministro: “Ce n’è uno bravissimo in via Cola di Rienzo, mi ha appena fatto un leone marino per 150 euro”.
Draghi: “Vado adesso!”.
Ministro Franco: “Ci sarebbe il Consiglio dei ministri”.
Draghi: “Comunichi ai colleghi che è spostato alle 23.30”.
Franco: “Così tardi presidente?”.
Draghi: “Sì! Perché? Cosa dovete vedere? ‘Linea Notte’ di Rai 3 condotta da Maurizio Mannoni?”.
Draghi il giorno dopo firma un decreto-legge che scioglie il Coni. La motivazione applaudita da tutti è: “C’è troppa gente che vive di sport. Parlo non solo di atleti, ma di dirigenti, procuratori, ditte che fanno sci e abbigliamento sportivo”. L’Italia è il primo paese nel mondo occidentale che abolisce lo sport professionistico. Grande consenso tra la popolazione. Sono anni che senti nei bar o ai mercati: “Come si fa a dare 15 milioni di euro all’anno… mentre a uno che…”. Il Parlamento approva. I grillini si astengono.
Sul profilo Instagram di Roma Capitale vediamo Draghi in Campidoglio con il nuovo sindaco di Roma: Giuseppe Conte. Ampie convergenze tra i due leader che lanciano per le politiche future un partito insieme. I sondaggi lo testano al 39 per cento. Durante la visita Conte chiede al premier: “Mariolone, non potresti privatizzare l’Atac?”.
Draghi: “Come mai Giuseppi?”.
Conte: “Non si può far niente, comandano i sindacati e nemmeno quelli tradizionali delle sigle strane”.
Draghi: “Hai qualche acquirente?”.
Conte: “Sì! Ho parlato con Giorgio Armani che ha già rilevato ieri i filobus di Kansas City. Sarebbe interessato”.
Draghi: “Dagliela subito, anzi telefona adesso, prima che cambi idea”.
Conte: “Pronto Re Giorgio?”.
Armani: “Sì!”.
Conte: “Anche il premier è d’accordo per l’Atac”.
Armani: “Sono contento, la cifra per la cessione è sempre quella?”.
Conte: “Sì sempre un euro!”.
Armani: “Affare fatto”.
Conte: “Ti passo il prof. Draghi”.
Draghi: “Signor Armani, ottimo affare, vedrà”.
Armani: “Sì presidente, ne sono convinto”.
Draghi: “Grazie e arrivederci”.
Armani: “Grazie a lei. L’aspetto a vedere la mia Olimpia a Milano. Oggi abbiamo perso in amichevole con i Detroit Pistons 140 a 21”.
Draghi: “Sì, può capitare! Ancora complimenti per l’acquisto della partecipata del Comune di Roma”.
Draghi nel sito deposito scorie nucleari individuato dal governo, è a Portofino. La popolazione è perplessa. Draghi si reca sul posto per assicurare che non c’è nessun pericolo. La prova è che la decisione è stata presa dai Cinque stelle, i più sensibili all’ambiente nel governo. I fusti a bassa radioattività verranno portati domani nella bella località. C’è anche un indotto in termini di occupazione: il sito assumerà diversi custodi. Anche non diplomati all’istituto alberghiero. Draghi telefona con WhatsApp a Christine Lagarde. Ecco la telefonata:
“Christine ciao, potresti usare il bazooka e comprarmi un po’ di Cct?”.
Lagarde: “Certo Mario, quanto?”.
Draghi: “Diciamo il 160 per cento del pil italiano”.
Lagarde: “In pratica ti rifinanzio tutto il debito pubblico?”.
Draghi: “In pratica sì!”
Lagarde: “Ma certo! Non c’è problema, hai fatto riforme importanti tagliando la spesa pubblica”.
Draghi: “Sì! Grazie!”.
Lagarde: “Mario non per mancarti di rispetto, ma quando hai intenzione di ridare il prestito?”.
Draghi: “Nel 2170! Ti va?”.
Lagarde: “Va benissimo! Ciao, ho già dato l’ordine d’acquisto. Se Ursula si lamenta farò valere l’autonomia totale che la Bce gode nei confronti della Commissione”.
Draghi: “Ciao Christine, a presto!”
Lagarde: “Ciao! Se puoi, mandami due biglietti per il concerto di Jovanotti al porto di Rotterdam. Sai, i miei nipoti vanno pazzi per Lorenzo”.
Draghi: “Certo! Figurati te li mando subito tramite console italiano a Francoforte. Un bacio!”.
Lagarde: “A te!”.
Sul finire della giornata Draghi riceve una telefonata (molto bella) dalla Merkel:
“Mario ciao! Volevo chiederti…”.
Draghi: “Dimmi Angela!”.
Merkel: “Quando tu a breve andrai al Quirinale, a chi lasci l’incarico di primo ministro?”.
Draghi: “All’on. Mara Carfagna”.
Merkel: “Hanno già votato per questo sulla piattaforma Rousseau?”.
Draghi: “Sì! Sono tutti d’accordo! Mai visto sulla piattaforma un consenso così”.
Merkel: “Complimenti Mario, ottima scelta. E’ chiaro che dopo di te al Quirinale ci sarà Matteo Renzi?”.
Draghi: “Sì! Anche se sulla piattaforma non si sono ancora espressi”.
Merkel: “Ma vedrai che è per il sì!”.
Draghi: “Nel caso faccio io due mandati. Ciao!”.