Aerei a pedali, soluzioni creative per le vacanze estive

Il genere umano nel 2026 può andare per la seconda volta sulla Luna, ma non in vacanza in Grecia. La guerra in Iran ha messo in ginocchio gli aeroporti di tutto il mondo e ora bisogna correre ai ripari, co un po' di fantasia
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8 APR 26
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Foto Pixabay

Mentre Artemis II sorvola il lato nascosto della Luna, il punto più distante dalla Terra in cui un essere umano si sia mai spinto, “un piccolo passo per l’Uomo” ma la più grande gita fuori porta mai fatta dall’Umanità a Pasquetta, qui sul pianeta noi terrestri stiamo finendo la benzina. È buffo: gli umani nel 2026 possono andare per la seconda volta sulla Luna, ma non tornare in vacanza in Grecia. A causa della guerra in Iran e delle sue conseguenze, già si parla di aeroporti senza cherosene; e le compagnie aeree hanno lanciato l’allarme: dicono di avere carburante sufficiente ancora per mese, ma se continua così quest’estate avranno la benzina solo per il volo di andata, mentre per il ritorno ci si dovrà arrangiare. E così Donald Trump ci sta facendo venire la stessa paura di volare che ci metteva Bin Laden: in questi giorni proviamo tutti un brivido a fare i biglietti per luglio o agosto, figuriamoci poi quando si tratterà di salire a bordo di un aereo con la spia del carburante accesa.
Fra allarmi e allarmismi, scenari da panico e panico da scenari, mi tocca mettere ancora una volta il mio ingegno laterale al servizio della collettività, per cercare una soluzione all’annosa domanda: come far volare un aereo senza benzina? “Come gli antichi”, direbbe la saggezza più popolare: grazie a vecchi trattati medioevali, siamo in grado di costruire grandi catapulte che consentono sia a un Airbus A320 che a un Boeing 737 di fare tratte di medio raggio in sicurezza e tempi brevi solo con un brusco atterraggio. Altrimenti, si possono sfruttare le leggi dell’aerodinamica volando con un aereo A4, nel senso del foglio di carta, piegato sapientemente: bisogna solo trovare chi ci alita sufficientemente sulla punta per inumidire la carta, aiutando così l’aereo a fendere meglio l’aria per aumentare la stabilità del volo; e buon viaggio. Oppure, prevedendo un adeguamento salariale al personale di bordo e/o maggiori assunzioni nel comparto aereo, si possono coprire persino tratte intercontinentali facendosi prendere per mano da uno steward da un lato e da una hostess dall’altro e facendo “vola-vola-vola!”: in questo caso bisognerà solo prevedere tempi di percorrenza più lunghi a causa degli scali, perché difficilmente potranno essere garantiti voli diretti.
Un’altra soluzione allo studio consiste nel far sbattere le braccia ai passeggeri in Economy, mentre quelli seduti in Business pregano per tutta la durata del viaggio. Fin qui sono tutte soluzioni che gravano sulle compagnie aeree; ma se gli stati si uniscono si possono altrimenti prevedere lavori infrastrutturali, come l’allungamento delle piste d’atterraggio da un aeroporto a un altro: a quel punto si potrà viaggiare in sicurezza senza mai staccarsi da terra -basterà semplicemente che i passeggeri scendano dall’aereo per spingerlo. Ma al momento, la soluzione più percorribile è quella di imbarcare non solo le valigie più pensati ma anche i bagagli a mano, però non in stiva bensì direttamente nel motore: grazie alla combustione di trolley, zaini e borsoni, qualunque aereo dovrebbe riuscire ad arrivare a destinazione. Tutto questo per scongiurare estremi rimedi, come la chiusura degli aeroporti minori per concentrare tutto il traffico aereo nei grandi hub internazionali, dove i piloti potranno fare rifornimento succhiando la benzina dai veicoli parcheggiati fuori. Ma se posso dare un consiglio ancora più pratico, credo che il miglior modo per viaggiare in aereo nel 2026 sia prendendo il treno.