Società
Estate con Ester •
Omero femminista. Ma quale patriarcato, nell’Odissea comandano le donne (grazie liceo classico!)
Durante la promozione del film di Nolan, all'attrice Lupita Nyong’o è stato chiesto cosa direbbe al poeta se potesse incontrarlo oggi. Era chiaro che avrebbe risposto come ci si aspettava: con una replica seria e informata e da attivista performativa. Due osservazioni
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Foto Lapresse
Che soddisfazione aver fatto il liceo classico! Devo ammettere che ne vale davvero la pena. Un paio di volte all’anno, da quando ho fatto la maturità, mi serve moltissimo per citazioni colte, citazioni adatte agli un poco complessati quando stanno in società e non vogliono passare per paesani. Oggi è uno di quei giorni in cui le afflizioni del Rocci, il velenoso vocabolario di greco scritto piccolo, tradotto in italiano barocco-fascista e con le pagine di carta velina, mi ripagano tutto in un colpo solo. Con mia grande sorpresa, oggi sarò in grado di elaborare una argomentazione saccente e invincibile su un micro-fatto contemporaneo appena capitato. Alla querelle du jour stavolta vinco io.
L’antefatto: Sta per uscire un film di quelli che dovrebbero durare nelle cineteche mondiali, sceneggiato sull’Odissea. Lupita Nyong’o, stupenda attrice e premio Oscar, è stata scelta da Nolan come Elena di Troia per The Odyssey. In questi giorni è quindi tornato di moda l’ottavo secolo avanti Cristo e adesso sono tutti esperti di Omero.
Durante la promozione del film a Lupita Nyong’o è stato chiesto cosa direbbe al poeta se potesse incontrarlo oggi. Era chiaro che avrebbe risposto come ci si aspettava: con una replica seria e informata e da attivista performativa. I due fronti possibili degli DEI (Diversity Equity e Inclusion) riguardavano: l’aspetto di Elena, dalle bianche braccia, e perchè hanno scelto me? Ora ve lo spiego.Oppure poteva parlare della quota femmine, Lupita, in quanto Elena di Troia personaggio che per funzione narrativa doveva essere decorativa, attraente come una dea. Lupita Nyong’o sceglie sfortunatamente di parlare della quota femmine. La sventurata risponde così: “Allora, Omero, come ti senti riguardo allo spazio dato a queste donne sullo schermo, considerando quanto poco tempo hai dedicato loro? Ti ricordi di noi?”.
Osservazione numero uno: è tutta una fesseria, a cominciare dalla domanda. Non esiste nessun Omero, esiste la questione omerica. L’aedo cieco è sicuramente un’invenzione successiva. Iliade e Odissea sono un lavoro – il primo passaggio dall’orale allo scritto – che ha impegnato centinaia di anni e di autori. Omero, se mai ce n’è stato uno, al massimo avrà scritto una quantità di versi ridicola. Tra le principali voci per la non-esistenza, Vico e Rousseau. Le differenze di costumi e mentalità presenti nei poemi indicano, secondo Vico, una composizione collettiva e stratificata. Omero doveva esistere come simbolo della Grecia che ripeteva la sua storia, cantandola: “Essi popoli greci furono quest’Omero”.
Osservazione numero due: l’Odissea la comandano le femmine, lo capisce pure un bambino. Penelope tiene i fili del tempo e quindi di tutto, è parecchio più ingegnosa del marito. Senza Atena che li protegge e li guida, Odisseo e Telemaco finivano come Pinocchio nella pancia della balena. La maga Circe, Calipso, Nausicaa. C’è pure la regina dei Feaci, Arete. Senza contare le Sirene: la più bella immagine per la tentazione mortale del sapere. Panel-tutti-maschi! proprio ai greci non glielo devi dire, quelli sono stati gli ideatori di Medea, con che coraggio li accusi: “Siate meno patriarcali!”, se si sono inventati all’inizio del mondo la più crudele e insanguinata delle eroine, una diavolessa, quella che come Ulisse e gli eroi dei maschi s’adatta a tutto e non arretra davanti a niente.