Chi ama Messi è di sinistra, chi ama Ronaldo è di destra

Finisce la seconda settimana (e mezza) e se siamo sopravvissuti finora non ci ammazza più niente. Dall’hydration break alla politica applicata al calcio: questo è davvero un Mondiale senza senso

27 GIU 26
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Foto Ansa

Finisce la seconda settimana (e mezza) di Mondiale, e se siamo sopravvissuti finora non ci ammazza più niente, manco i serpenti per casa. Siamo ancora sotto ritmo, ma finalmente inizia a scorgersi qualche polemica di quelle che piacciono ai fan di Messi. Breve contestualizzazione: ho scoperto da uno studio credibile quanto me quando dico “stasera non bevo” che chi apprezza l’argentino sarebbe tendenzialmente di sinistra, e chi invece ama Cristiano Ronaldo di destra perché, cito parafrasando, “ha maggiore autostima, non disdegna l’autoritarismo e si informa con video brevi su internet”. Giuro. Chi preferisce Messi è “progressista, predisposto alla riflessione cognitiva e al pensiero analitico”. Insomma, le solite puttanate liberal applicate al cocco dei media e al portoghese con l’esultanza antipatica (cit. Cazzullo): dato che Messi è più bello e più forte, piace agli intellettuali da Premio Strega, per CR7 invece esulta il nonno nostalgico del fascismo iscritto a Facebook. Quante cazzate, quasi quanto le accuse al povero Schweinsteiger, l’ex calciatore tedesco che parlando del gioco della Costa d’Avorio lo ha definito “calcio africano”, nel senso di non convenzionale e meno condizionato dalla tattica. Ora se qualcuno dicesse che la Germania gioca un calcio europeo, o l’Argentina un calcio sudamericano, non penso che nessuno si offenderebbe. Indovinate invece come è stato definito Schweinsteiger? Esattamente: razzista. “Era un ottimo giocatore”, ha detto l’allenatore degli ivoriani Emerse Fae, parlandone da vivo.
“Potremmo definirlo razzista, se volessimo chiamare le cose con il loro nome”. E a proposito di chiamare le cose con il loro nome, dopo avere brindato alle calde notti di Curaçao non so se brindare a quelle fredde di noi inglesi. Il manager dei Tre Leoni ha preso una decisione molto tedesca (se si può dire), vietando wags, mogli e puttanoni vari durante il ritiro della Nazionale. Tabloid delusi, of course, meno moralismo dai giornalisti (scopro dalla Gazzetta che Rice sarebbe “un bravo ragazzo” perché sua moglie potendo si mangerebbe anche le scogliere di Dover, deduco che chi sta con una magra è un pezzo di merda), ma forse i nostri ragazzi penseranno più alle palle in campo che alle loro, finalmente. Intanto brindo allo stregone ghanese che aveva maledetto Kane prima della sfida contro la squadra africana (si può dire?) azzeccando perfettamente la formula magica visto come ha giocato il nostro capitano. Ha assicurato di avere tolto la maledizione, quindi Kane può tornare a sbagliare gol a un metro dalla porta senza nemmeno avere una scusa. Infine brindo ai tifosi sugli spalti del Mondiale, che fischiano sonoramente ogni Hydration break, attorno al quale è caduto ogni velo di ipocrisia proprio durante Inghilterra-Ghana, quando durante un soccorso medico in campo per un infortunio i giocatori di entrambe le squadre sono andati a bere accanto alle rispettive panchine. Era il 22’ del primo tempo, e quando il gioco è ripreso l’arbitro lo ha subito interrotto per l’Hydration break, dimostrando che il punto di questa cagata micidiale non è far bere i giocatori, ma ingrossare le tasche della Fifa con le pubblicità. Ecco perché temo che non ce lo leveremo mai dalle palle.