Occhio che Garcia se sta a romanizza’Tutta colpa della gnocca”. Gnocca romana, per l’esattezza.diAlessandro Giuli9 MAR 15
Ménez, talento utile, dimostri di essere leaderMénez è un punto di cuspide, un grande cetriolo per avversari e compagni. Ha talento cristallino, messo in mostra alla Roma pur entrandoci poco e nulla con il gioco di Spalletti, al Psg di Ancelotti e solo l’ex interista Laurent Blanc è stato così sellero da disfarsene.diLanfranco Pace7 OTT 14
Ménez, talento utile, dimostri di essere leaderMénez è un punto di cuspide, un grande cetriolo per avversari e compagni. Ha talento cristallino, messo in mostra alla Roma pur entrandoci poco e nulla con il gioco di Spalletti, al Psg di Ancelotti e solo l’ex interista Laurent Blanc è stato così sellero da disfarsene.diLanfranco Pace7 OTT 14
Requiem per il Campionato dei poveriPartiti i (pochi) campioni e arrivati gli scarti dei club europei, con stadi e casse vuote è iniziato un torneo che potrebbe rivelarsi divertentissimo.diRedazione1 SET 14
Requiem per il Campionato dei poveriPartiti i (pochi) campioni e arrivati gli scarti dei club europei, con stadi e casse vuote è iniziato un torneo che potrebbe rivelarsi divertentissimo.diRedazione1 SET 14
L’inemendabile gaffe di Tavecchio e l’inescusabile pochezza degli altriOra pure la Fifa, non proprio un covo di verginelle, chiede un’indagine sulla demenziale frase del candidato alla presidenza della Federcalcio Carlo Tavecchio, quella del “prima mangiava le banane e adesso gioca titolare”. Battuta che a nessuno sportivo dovrebbe neppure venire in mente.diRedazione28 LUG 14
L’inemendabile gaffe di Tavecchio e l’inescusabile pochezza degli altriOra pure la Fifa, non proprio un covo di verginelle, chiede un’indagine sulla demenziale frase del candidato alla presidenza della Federcalcio Carlo Tavecchio, quella del “prima mangiava le banane e adesso gioca titolare”. Battuta che a nessuno sportivo dovrebbe neppure venire in mente.diRedazione28 LUG 14
Il bianco e il neroPer spiegare che cosa rappresenta il passaggio di Angelo Obinze Ogbonna dal Torino alla Juventus si può partire da uno dei luoghi comuni più usati da vent’anni a questa parte nel calcio: non esistono più le bandiere. Anche se non basta. Ogbonna è un ragazzo nigeriano di venticinque anni, italiano nato a Cassino che vive a Torino da quando ne ha 14, parla con accento ciociaro e ha più volte indossato la fascia di capitano della squadra che porta il nome della città piemontese e ha il colore del sangue e del vino Barbera. Ogbonna è sceso in campo 150 volte con la maglia granata, ha segnato un gol in serie B, e ha attraversato – tra i pochi a salvarsi – alcuni degli anni più tormentati del Torino.diPiero Vietti13 LUG 13
Il bianco e il neroPer spiegare che cosa rappresenta il passaggio di Angelo Obinze Ogbonna dal Torino alla Juventus si può partire da uno dei luoghi comuni più usati da vent’anni a questa parte nel calcio: non esistono più le bandiere. Anche se non basta. Ogbonna è un ragazzo nigeriano di venticinque anni, italiano nato a Cassino che vive a Torino da quando ne ha 14, parla con accento ciociaro e ha più volte indossato la fascia di capitano della squadra che porta il nome della città piemontese e ha il colore del sangue e del vino Barbera. Ogbonna è sceso in campo 150 volte con la maglia granata, ha segnato un gol in serie B, e ha attraversato – tra i pochi a salvarsi – alcuni degli anni più tormentati del Torino.diPiero Vietti13 LUG 13
Nel 1949 la tragedia aereaNon c’è una via per capire il Grande Torino, bisogna venire qui a Superga un 4 maggioQualunque tifoso granata c’era, il 4 maggio 1949. Anche se non c’era ancora, c’era. Ogni volta che si è lì, davanti alla lapide coi nomi, si sente il rumore dell’aereoplano che arriva alle spalle, da quelle colline le cui nebbie scrissero la parola finediPiero Vietti4 MAG 10