Da Euphoria a Sugar: le serie tv della settimana. Soldi, segreti e redenzioni mancate

Zendaya affronta il finale più cupo di sempre, Michael Fassbender torna sotto copertura, Colin Farrell mescola detective story e fantascienza. Quattro titoli che sfidano i generi e le aspettative

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EUPHORIA 3
showrunner Sam Levinson, con Zendaya, Jacob Elordi, finale di stagione “In God We Trust”, su Hbo Max
Soldi soldi soldi – sulle banconote Usa c’è la scritta “In God We Trust”. In apertura, una fattoria del West con la sua pompa eolica che porta in superficie l’acqua del sottosuolo. Falsa pista bucolica, sono i soldi a tenere insieme le varie storie. Tutte tristi, il passare degli anni non ha fatto bene ai nostri eroi. Il titolo è impegnativo, come quest’ultima stagione della serie. Sam Levinson voleva raccontare una storia sulla dipendenza e le sue conseguenze. Senza riscatto. Un disastro senza lieto fine. Zendaya – Rue nella serie – fa fuori qualche cattivo ma ne paga le conseguenze. L’anima western diventa dominante, sempre con i peggiori risvolti. Per consolazione, la Bibbia da leggere. E l’antidolorifico Percocet.
THE AGENCY
di Jez Butterworth, con Michael Fassbender, Katherine Waterston, (seconda stagione dal 21 giugno su Paramount +)
La vita grama degli agenti sotto copertura. Magari per anni, dopo l’addestramento, prima che arrivi il momento di entrare in azione. L’agente Martian - l’attore Michael Fassbender - dopo la prima stagione della serie che raccontava il logoramento, e anche la noia, mica sono indenni, entra in azione. Deve salvare Samia, l’attrice Jodie Turner Smith: le missioni con un risvolto personale sono sempre le più pericolose. Questa seconda stagione promette altrettanto bene. Sono agenti segreti che non hanno rinunciato del tutto ai piaceri di una vita normale. Ma hanno responsabilità, la tensione è alta, guai a mettere a rischio la copertura. Soprattutto quando la situazione geopolitica è in equilibrio precario.
SUGAR
showrunner Sam Catlin, con Colin Farrell, Sasha Calle (seconda stogione su Apple tv+)
La prima stagione l’avete vista? Vi siete divertiti con Colin Farrell in modalità detective del cinema noir? L’avete vista fino alla fine? Allora sapete la sorpresa, la super-svolta impossibile da anticipare negli episodi precedenti. Spoiler: John Sugar è un alieno blu, anche un po’ stempiato. I suoi simili tornano sul pianeta originario, lui decide di restare sulla terra. Ha un’altra missione da compiere. Ritrovare il fratello maggiore di un giovane pugile, a Los Angeles (città che l’attore, nato in Irlanda, dice di amare sopra ogni cosa). Il progetto della serie, che mischia noir classico con la fantascienza, è audace ma funziona. Ottimo se siete stufi di vedere sempre le stesse trame. Colin Farrell è bravissimo, affascinante, autoironico.
PROUD
di Karol Klementewicz (anche regista) e Monika Pecikiewicz, con Ignacy Liss (Hbo Max)
Grand Prix a Series Mania, il festival francese delle serie. Premio come migliore attore per il protagonista Ignacy Liss. Ricordate “Tre uomini e una culla”? L’idea di base è la stessa, ma qui c’è un uomo solo. Anzi, un ragazzo. Un ragazzo gay con i capelli ossigenati, orecchini, piercing al naso – nel film erano invece tre uomini etero. Il giovanotto si trova a doversi occupare della nipotina. E non è per niente portato: bello e arrogante, molto ammirato, lavora come modello, convinto di avere il mondo ai suoi piedi. Muore all’improvviso la sorella maggiore, e tutto cambia. C’è una piccina di cui prendersi cura. La serie è scritta e girata in Polonia, ha qualche lungaggine ma rispetto alle serie “impegnate” italiane vince alla grande.