Da “Lucky” a “Trying”. Le serie tv della settimana

Dalla terza stagione di “Survival of the Thickest” al ritorno di “Trying”, passando per il crime di “Lucky” e la caccia al serial killer di “The Serpent”. Quattro serie, quattro ottimi motivi per accendere la tv

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MICHELLE BUTEAU - SURVIVAL OF THE THICKEST con Michelle Buteau e Tasha Smith (terza stagione dal 13 luglio su Apple tv+)
Mavis Beaumont aveva un fidanzato. Lui l’ha tradita per una donna più giovane e più magra. Quasi un classico, a parte la magrezza: Mavis è una donna nera, e non a tutti piace la donna grissino. Decide di reagire, tutti dicono body positivity; di fatto i corpi non conformi non se la passano bene – “non conformi” è l’eufemismo usato nella presentazione della serie. Gli sguardi per strada sono feroci, anche le amiche pensano che qualche taglia in meno gioverebbe. Aiutano nell’impresa, un caro amico che non crede nella coppia (per se stesso, almeno). Una coinquilina ficcanaso. E un’amica avvocato che dalla professione ha imparato a farsi rispettare. L’attrice Michelle Buteau sfoggia le sue rotondità.
LUCKY dal romanzo di Marissa Stapley con Anya Taylor-Joy, Annette Bening, Timothy Olyphant (dal 15 luglio su Apple tv+)
La regina degli scacchi – Anya Taylor-Joy che ha reso popolare il gioco più violento che c’è – è passata al crimine. Fa la truffatrice, mestiere pericoloso ma redditizio. Tranne quando il colpo va storto. E bisogna sparire per evitare guai peggiori. Lucky, così si chiama la professionista, ha un passato turbolento. E un presente, diciamo così, tutt’altro che tranquillo: le stanno alle calcagna l’Fbi e un boss mafioso. Si accettano scommesse su chi è più temibile, ma in ogni caso la carriera è arrivata a un punto di non ritorno. Ce la farà a cambiare vita? Certo che no, gli episodi – e l’intera serie – perderebbe di interesse. Annette Bening è Priscilla, boss criminale: neanche la mafia è più solo roba da uomini.
TRYING di Andy Wolton, con Esther Smith, Rafe Spall, Imelda Staunton (quinta stagione dall’8 luglio su Apple tv+)
Nikki e Jason sono una coppia londinese. Da molto – 4 stagioni per essere precisi – cerca un figlio che non arriva. Le medicine non hanno funzionato, nella prima stagione decidono per l’adozione. Una via è irta di ostacoli, come sa chi ha visto le prime quattro stagioni. Paura e entusiasmo: questa la gamma degli stati d’animo. “Trying” vuol dire “provarci”, ma significa anche “qualcosa che ti mette ala prova”. Sono i due aspetti e umori dell’attesa che si prolunga, e si prolunga ancora. Contrariamente alle fantasie che vogliono tutto facile, e al sogno “vissero felici e contenti.” Nikki e Jason vorrebbero essere genitori perfetti – quando sarà. Siamo in Gran Bretagna, le difficoltà burocratiche si superano in velocità.
THE SERPENT di Tom Shankland e Hans Herbots, con Tahar Rahim, Jenna Coleman, Billy Howle, Ellie Bamber (su Netflix)
Da una storia vera. Non è garanzia di niente, ma quando gli sceneggiatori sono inglesi e la serie è andata sulla Bbc ci sono buone possibilità che il pudding riesca. Racconta le malefatte di Charles Sobhraj, truffatore e serial killer che prendeva di mira i turisti francesi sui sentieri hippie dell’Asia. Solo in Thailandia si contano 14 vittime. Inseguito da mandati d’arresto internazionali, “the bikini killer” riusciva a evitare la cattura, con documenti falsi. O a evadere se veniva arrestato (molti anni dopo, a Katmandu, scena del crimine). Protagonista, l’attore francese di origine algerina Tahir Rahim, lanciato da Jacques Audiard nel film “Il profeta”. Qui abbronzato oltre misura, gli occhi nascosti dietro gli occhiali scuri.