Magari non arrivano al paragone abrasivo, l’evocazione di Ghino di Tacco e dunque di Craxi come da risentito editorialone scalfariano di domenica scorsa (“Perché Monti mi ha deluso”), al Monti gerundio di Francesco Merlo, allo sgomento di Curzio Maltese per la scoperta tardiva che “oddio Monti non è di sinistra”, ma non c’è dubbio che anche al di fuori di Repubblica, tra Via Solferino e il quotidiano di Confindustria, gli editorialisti di punta siano poco amichevoli nei confronti dell’avventura politica del presidente del Consiglio dimissionario e non più tecnico. Leggi Tenerezza per il professor Monti di Giuliano Ferrara - Leggi Quel berlusconiano di Scalfari - Leggi La non-agenda Passera. Tecnicamente assente, politicamente confuso di Alberto Brambilla - Leggi L’elitarismo di Monti è interessante, ha radici, ma non funziona di Giovanni Orsina - Leggi Un democratico riluttante - Leggi La semidemocrazia di Monti - Leggi Evviva i tecnocrati! di Marco Valerio Lo Prete - Leggi Tecnocrazie al lavoro - Leggi Basta stupidi cinguettii, evviva la Merkel che a Twitter fa “cucù!” di Stefano Di Michele