La decisione di Mario Monti di procedere unilateralmente nella riforma del diritto del lavoro, senza bisogno del consenso delle parti sociali, rompe un tabù che si era consolidato non solo nella Cgil, con Cisl e Uil nel ruolo ariostesco di “cavalieri riluttanti”, ma anche nella Confindustria. Per di più il governo pare non abbia intenzione di fare un decreto legge come per le precedenti misure, che ponevano il Parlamento in un ruolo di “prendere o lasciare”, salvo emendamenti minori, da discutere e approvare nella corsa contro il tempo, prima che il decreto decadesse. Leggi Dramma Camusso di Marco Valerio Lo Prete - Leggi La vera storia della battaglia riformista tradita a sinistra di Sergio Soave