Da ormai dieci anni, da quando cioè venne scelto da Boris Eltsin come proprio successore, Vladimir Putin gode di una pessima reputazione – magari non in patria, dove il gradimento continua ad attestarsi intorno al 70 per cento, ma certo nell’opinione del “mondo libero”. Per questa opinione, Putin è l’uomo nero della nuova Russia, il cui profilo si staglia sinistro dietro a tutto quanto di opaco, di corrotto, di intimidatorio emerge dalla gestione del potere politico. Non è difficile capire le ragioni di un giudizio così negativo.