L’interrogatorio di tre ore al quale è stato sopposto mercoledì l’arcivescovo di New York, il cardinale Timothy Dolan, è arrivato con tempismo avvelenato. Non importa se i fatti sui quali ha riferito riguardano il suo passato come vescovo di Milwaukee, se le vittime degli abusi in quella diocesi sono state risarcite e i colpevoli condannati, se diversi casi sono caduti in prescrizione, se molti degli accusati in uno dei tanti faldoni sulla pedofilia compilati dall’avvocato che voleva trascinare tutta la gerarchia ecclesiastica in tribunale, Jeff Anderson, non erano nemmeno impiegati dell’arcidiocesi di cui Dolan era responsabile. Leggi Strategia della calunnia di Giuliano Ferrara