Se il carisma politico è un fatto di doni e talenti, pulsione istintiva irriproducibile, il terreno circostante si può dissodare con il sudore della fronte e la scienza delle stagioni. Come nel dettato evangelico, anche in politica i talenti vanno fatti fruttare, non si nascondono sotto terra, se non altro per evitare il pianto e lo stridore di denti; così l’immenso talento persuasivo di Barack Obama sarebbe poca cosa senza l’impianto costruito da David Axelrod, personaggio affilato che dirige nell’ombra l’orchestra del consenso.