“Diversi monaci tibetani che hanno parlato con i nostri ufficiali a Pechino hanno espresso enorme sostegno per la decisione del presidente Obama di incontrare il Dalai Lama”, scriveva nel febbraio del 2010 l’ambasciatore americano a Pechino, Jon Huntsman. Il cable, naturalmente, è stato pubblicato da Wikileaks nella grande abbuffata di trasparenza da 251.287 documenti diplomatici messi in rete senza omissis e reticenze protettive, cosa che Julian Assange avrebbe “in qualche modo voluto fare”, come racconta James Ball.