Un mese fa l’ex governatore di New York, Eliot Spitzer, ha detto di non amare “i politici che vacillano”. Si riferiva alla senatrice democratica Kirsten Gillibrand, ma la massima conteneva una dose di universalità tale da poter essere detta con profitto di qualsiasi avversario, anche di quel demone sottile che si nasconde dentro lo specchio, il perfido consigliere che ventisei mesi fa gli ha fatto confondere “il giusto e lo sbagliato”, trascinandolo nel gorgo di uno scandalo che la neolingua del giornalista collettivo sintetizza nel termine “escort”. Non ama i politici che vacillano, Spitzer e, dicendolo di Gillibrand, l’ex governatore di New York lo diceva un po’ anche di se stesso.