L’incontro tra Silvio Berlusconi e il presidente americano Barack Obama non è soltanto l’esito di una congiunzione favorevole. Il premier che ha varcato ieri sera la soglia della Casa Bianca è un finto ingenuo che da quindici anni disegna strategie internazionali rapsodiche salvo poi improvvisare un virtuosismo che rivela un disegno di fondo più articolato di quanto gli osservatori vogliano far intendere.