A Tor di Quinto ci andavo da ragazzo. I circoli del calcetto, una discreta gricia in quel ristorante immenso, tramonti e primavere da urlo. Molto entusiasmo. I motorini dei pischelli, si sa, hanno mille destini possibili e la strada sempre aperta verso il mare, davanti. A Tor di Quinto c’erano sempre le mignotte. Inguardabili e anziane. Mistero assoluto chi fossero i clienti. Quanto alla gamma dei gusti e delle possibilità umane, praticamente senza limiti. Sabato sera non c’erano le mignotte. E comunque non è quello il punto. di Pierluigi Pardo