Le forze di Kiev tornano ad attaccare Sloviansk per la terza volta, e gli osservatori presenti sul posto hanno coniato per l’operazione “antiterroristica” la battuta “Chechen style”. Elicotteri ucraini abbattuti da lanciarazzi sparati dai “pacifici manifestanti” filorussi, come li chiama Mosca, carri armati, decine di soldati, in un’offensiva caotica che ha i connotati di un blitz militare. Il Cremlino parla di “operazione punitiva contro il proprio popolo” e accusa Kiev di aver silurato definitivamente gli accordi di Ginevra. Il governo di Arseniy Yatsenyuk annuncia i “10 giorni più difficili della storia dell’Ucraina indipendente” e ribatte che i russi non hanno voluto tirare il guinzaglio ai propri seguaci nell’est. Resta il caos, che ieri si è esteso anche a Odessa, sul mar Nero: ci sono stati spari, granate, un edificio dei sindacati è stato occupato dai separatisti ed è andato in fiamme, i morti sono almeno 35.