Magari nelle memorie, chissà. Però da qualche parte, prima o poi, Stefano Braschi dovrà spiegarci perché nei suoi quattro anni alla guida dei fischietti di Serie A abbia sopportato a stento Paolo Valeri, trentaseienne internazionale, arbitro di polso come ne abbiamo pochi in Italia. Mai valorizzato a dovere, punito eccessivamente per gli errori commessi (altri, invece, la passano sempre liscia anche se impiegano quattro minuti per decidere se un fallo vero o presunto è rigore o simulazione o niente), ha perso quattro anni. di Quarantino Fox