Sul caso della donna torinese di trentasette anni, madre di un bambino di quattro, morta giovedì dopo aver assunto la pillola abortiva Ru486, il dottor Guido Viale, il paladino radicale dell’aborto chimico, ha dichiarato con gran sicumera che non può essersi trattato che di semplice “fatalità”. Ma prima di quella morte, ne sono state contate nel mondo almeno altre quaranta legate alla kill pill. Quaranta giovani donne, a volte giovanissime, uccise dall’aborto fai da te: due pillole a distanza di pochi giorni l’una dall’altra e niente ricovero.