In questi anni molto ho scritto di Fiat, persino un libro (“Parola di Marchionne”), mai da analista, sempre da investitore (obbligazionario), di quelli che, con le banche, hanno dato a Marchionne 17 miliardi, seppur a fronte di 28 di debiti. E lui ha corrisposto interessi alti, rimborsandole alla scadenza, non li ha spesi per prodotti, tecnologie, acquisizioni, ma li ha tenuti in cassa come assicurazione sulla vita, sua e nostra. In questi anni, per noi, Marchionne è stato, e tuttora è, un mito e lo sarà fino alla fusione con Chrysler, poi comincerà un altro film, altri attori, altre comparse. di Riccardo Ruggeri Bertone Fiat assediata continua a investire in Italia, ma si allunga oltreconfine