A Mario Monti, che ha accomunato nella definizione di conservatori Stefano Fassina e Renato Brunetta, ha replicato, con un paradosso retorico equivalente, Silvio Berlusconi, sostenendo che è meglio votare per la sinistra che per il centro radunato attorno al premier ex tecnico. Naturalmente la differenza e la distanza tra Fassina e Brunetta, tra il sostenitore di una politica industriale sostanzialmente statalista e l’ex ministro della Funzione pubblica che si batte per un rapido dimagrimento dello stato, sono evidenti e in qualche caso abissali.