L’Assemblea nazionale di Francia ha approvato una legge che criminalizza chi nega il genocidio armeno, e la Turchia ha richiamato il suo ambasciatore a Parigi. Ankara è disposta a sospendere le relazioni diplomatiche con la Francia, le liti telefoniche tra Sarkozy ed Erdogan lo dimostrano. Per la Turchia la legge è “fondata sul razzismo, la discriminazione e la xenofobia”. Più prosaicamente, è un’iniziativa che in una logica illiberale sottopone al giudizio della legge penale la libertà d’opinione, con una pena pesante: un anno di carcere (a volte due, più una sanzione da 45 mila euro).