“Chi protesta in piazza meriterebbe di finire nei forni di Hitler”, dice il generale che fa da consulente per la Giunta militare egiziana, tradendo quella vena di simpatia profonda che nella gerarchia soldatesca dell’Egitto abbonda ancora, se è vero che un altro grand’ufficiale si chiama Hitler di nome e Tantawi di cognome (Tantawi come il comandante in capo, da qui l’ironia di chi chiede per quale dei due debba vergognarsi di più) e ha pure un fratello di nome Mussolini, tanto per togliere ogni dubbio (da qui l’imbarazzo nelle foto ufficiali all’ambasciata americana).