Fuori la rabbia, dentro le trattative. I partiti della coalizione del cambiamento hanno accettato l’offerta di dialogo del vicepresidente Omar Suleiman, il capo dei servizi segreti egiziani nominato da Mubarak per un ruolo vacante da quasi trent’anni. La formazione di al Wafd e i nasseriani, esponenti della coalizione “riformista”, hanno dato la colpa degli scontri in piazza Tahrir al governo di Mubarak, ma hanno accettato di trattare con Suleiman. Cosa che non faranno, invece, i Fratelli musulmani: “Non ci sarà alcun dialogo”. Leggi Ancora scontri al Cairo - Leggi L’Italia ha un posto d’onore nel Mediterraneo, lo faccia valere - Leggi Trama, prega, aspetta. Così i Fratelli musulmani cercano di prendere il Cairo - Leggi tutti gli articoli del Foglio sulle proteste in Egitto