Da quaranta giorni, decine di rivolte disegnano il profilo del Mediterraneo. Prima è toccato alla Tunisia di Ben Ali, il dittatore che ha garantito al paese una lunga epoca di pace e di stabilità ma ha anche bloccato lo sviluppo e le ambizioni della borghesia locale. E’ stata quindi la volta dell’Egitto, dove un rais amico dell’occidente, Mubarak, fronteggia la protesta che potrebbe costringerlo alle dimissioni – o a una fine ancor meno gloriosa. La Farnesina potrebbe ora mostrare prontezza con la crisi dei paesi arabi, che dovrebbe impegnare Roma come nessun’altra capitale d’Europa.