Al primo piano dell’hotel al Bustan Rotana, dalla maniglia della stanza 130 penzola il cartellino “do not disturb”. L’uomo che alloggia in quella camera nel lussuoso albergo di Dubai è geloso della privacy. Ha scrupolosamente preteso una stanza senza balconi e con finestre protette. E’ la mattina del 20 gennaio scorso. La moglie dell’uomo ha provato molte volte a chiamarlo sul telefono cellulare dalla Siria. Nessuna risposta. Più tardi si scopre che, anche ignorando l’avviso sulla porta, non si sarebbe disturbato nessuno.