Eccola, la lobby dell’atomo, una spectre trasversale che accomuna destra e sinistra. Nel mondo intero fa crescere a ritmo forsennato centrali, anzi, bombe a cielo aperto. In Italia “vuol mettere le mani sulla torta da venti miliardi di euro”. Poco importa che i reattori siano diversi (gli Epr franco-tedeschi) da quelli di Fukushima, non solo più moderni, ma meno vulnerabili e con un diverso sistema di raffreddamento. Polémique d’abord.