La contabilità dell’orrore in Siria registra 93 mila vittime secondo le Nazioni Unite e 120 mila stando ai dati forniti dal Syrian Observatory for Human Rights, numeri che scivolano via mentre le Guernica dei nostri giorni svaniscono dietro etichette che dovrebbero spiegare tutto: sciiti e alawiti che respingono i sunniti in un conflitto nazionale che rischia di diventare regionale, come se sciiti e sunniti fossero tutti uguali, robot che marciano compatti i primi a difendere il fronte della resistenza di Teheran e Hezbollah, i secondi, l’Arabia Saudita, il Qatar, la Turchia, a impedire che la mezzaluna sciita si trasformi in una luna piena.