Ecco il decreto di scomunica della Santa Sede per i lefebvriani

Il vescovo Alfonso de Galarreta e i quattro nuovi ordinati contro il volere del Papa dalla Fraternità sacerdotale San Pio X "sono incorsi ipso facto nella scomunica latae sententiae riservata alla Sede Apostolica. La Chiesa accoglierà con sincero affetto e viva sollecitudine tutti coloro che desiderano tornare alla piena comunione"

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Ultimo aggiornamento: 08:18
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Foto Ansa

"Nonostante le ammonizioni rivolte al Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X, il Vescovo Alfonso de Galarreta, avendo compiuto un atto di natura scismatica mediante la consacrazione episcopale di quattro presbiteri, senza mandato pontificio e contro la volontà del Sommo Pontefice, è incorso ipso facto nelle pene previste dal can. 1387 e dal can. 1364 § 1 CIC 2021. Dichiaro dunque a tutti gli effetti giuridici che sia il suddetto Vescovo Alfonso de Galarreta sia Pascal Schreiber, Michael Goldade, Michel Poinsinet de Sivry e Marc Hanappier sono incorsi ipso facto nella scomunica latae sententiae riservata alla Sede Apostolica". Questo è il decreto della Santa Sede firmato dal prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, il cardinale Victor Manuel Fernandez, dal segretario di quella sezione, monsignor John Kennedy, e dal segretario della sezione dottrinale, don Armando Matteo che ufficializza la scomunica per i lefebvriani dopo l'ordinazione, avvenuta ieri, di quattro nuovi vescovi della Fraternità sacerdotale San Pio X contro il volere di Papa Leone XIV. "Dichiaro inoltre - continua il decreto - che il Vescovo Bernard Fellay, avendo partecipato direttamente alla celebrazione liturgica come conconsacrante, avendo così aderito pubblicamente all'atto scismatico, è incorso nella scomunica latae sententiae prevista dal can. 1364 § 1 CIC 2021. Si ammoniscono i chierici e i fedeli laici a non aderire allo scisma della Fraternità Sacerdotale San Pio X, perché incorrerebbero ipso facto nella pena della scomunica latae sententiae".
Il decreto è accompagnato da una nota esplicativa, dove si ricostruisce quanto accaduto: "Dai tempi di San Paolo VI fino agli ultimi colloqui, svoltisi recentemente presso questo Dicastero, i molteplici tentativi di ricondurre gli aderenti al movimento iniziato da Mons. Marcel Lefebvre alla piena comunione con la Chiesa cattolica si sono rivelati vani. Tale situazione si è ulteriormente aggravata a causa delle recenti consacrazioni episcopali celebrate senza mandato pontificio, contro la volontà del Santo Padre, in aperta violazione del diritto canonico". Pertanto, prosegue la nota, "questo Dicastero, nel fedele esercizio delle funzioni ad esso affidate, ritiene necessario rilevare che tale atto ha configurato il delitto di scisma, con le conseguenze canoniche per i ministri sacri e per i fedeli laici coinvolti. Infatti, come già dichiarato nel 1988, 'tale disobbedienza - che porta con sé un rifiuto pratico del Primato romano - costituisce un atto scismatico'".
Il testo sottolinea che da questo momento in avanti "i ministri sacri appartenenti alla Fraternità Sacerdotale San Pio X, sono nello scisma e devono pertanto essere considerati scismatici, risultando soggetti alla scomunica prevista dal diritto". Per quanto riguarda i fedeli laici, "sono da ritenersi scismatici e scomunicati coloro che aderiscono formalmente alla Fraternità Sacerdotale San Pio X alle condizioni stabilite nella Nota esplicativa dal Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi del 1996, ancora vigente, che questo Dicastero fa propria".
"Si avverte, infine, il santo Popolo di Dio - conclude la nota - che i ministri sacri della Fraternità Sacerdotale San Pio X amministrano illecitamente i sacramenti e che il sacramento della penitenza da loro amministrato e il matrimonio da loro assistito sono invalidi. La Chiesa, come madre premurosa, accoglierà con sincero affetto e viva sollecitudine tutti coloro che desiderano tornare alla piena comunione. I Nunzi Apostolici disporranno delle procedure che gli Ordinari potranno utilizzare nei diversi casi. Si esortano, infine, tutti i fedeli a rimanere saldi nella comunione con il Romano Pontefice, con i Vescovi in comunione con lui e con tutta la Chiesa, e ad astenersi dal partecipare alle celebrazioni e attività promosse dalla suddetta Fraternità Sacerdotale San Pio X".