Mercato dell'auto: un incentivo dopo l'altro

Boom di immatricolazioni grazie allo sprint degli incentivi e alle elettriche low cost, ma il mercato resta ancora sotto i livelli pre-2019. E mentre finisce una stagione di sussidi, se ne apre un’altra per veicoli commerciali, ricariche e noleggio sociale

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Foto Ansa

Gli incentivi, si sa, come certi amori delle canzoni si vorrebbe non finissero mai (oltre a fare giri immensi per poi ritornare). Specie quelli del mercato automobilistico, caratterizzati da un'onda variabilmente lunga: di solito sono legati ai contratti di vendita che si traducono in nuove immatricolazioni – nuove targhe – solo dopo qualche mese. Così i 597 milioni, previsti in origine per le colonnine di ricarica incentivate dal Pnrr, stanziati e subito tutti prenotati il 22 ottobre dell'anno scorso, potevano essere utilizzati entro il 30 giugno. Generosamente stanziati, va detto: da 9 mila a 11 mila euro in base all'Isee, e fino a 20 mila euro per le micro imprese.
Il ripasso serve a contestualizzare le immatricolazioni di giugno e del primo semestre 2026: le prime sono passate da 132.402 auto targate a giugno 2025 a 146.423, +10 per cento; le seconde da 854.910 a 936.783 unità, +9,6 per cento (dati Unrae). Per le elettriche – 14.894 unità contro le 7.959 di giugno 2025 – lo sprint finale dell'incentivo ha portato una crescita dell'87 per cento, con la quota di mercato salita dal 6 a poco più del 10 per cento. Protagoniste dell'exploit la Leapmotor T03, importata da Stellantis, e la Dacia Spring, vendute a prezzi da performante bici a pedalata assistita, come recitava la pubblicità, e dunque ben al di sotto dei 10 mila euro. Bene anche le ibride ricaricabili, spinte dalle norme sui fringe benefit aziendali che penalizzano le auto senza spina: quota del 10,6 per cento a giugno, 9 per cento da inizio anno.
Eppure, nonostante questa spinta elettrica, le nuove auto immatricolate da inizio anno segnano una flessione del 13,5 per cento rispetto al 2019, quando le regole Ue pro elettrico erano meno stringenti. Ma c'è speranza: un nuovo incentivo è in arrivo per veicoli commerciali leggeri, quadricicli, infrastrutture di ricarica domestica e noleggio sociale a lungo termine. Chissà che, con un giro immenso – e sempre pagato da noi, o peggio, a debito – non possa arrivare, magari potenziato, anche alle auto.