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Meloni e Tajani vedono Rubio. La premier: "L'Italia, come gli Usa, difende i suoi interessi"
Dopo il bilaterale con il ministro degli Esteri, il segretario di stato americano è arrivato a Palazzo Chigi dove ha incontrato la presidente del Consiglio Meloni. Tra i temi centrali dell'incontro figurano la crisi nello Stretto di Hormuz e la situazione in Libano
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8 MAY 26
Ultimo aggiornamento: 03:49 PM

Foto LaPresse
E' terminato l'incontro fra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il segretario di Stato Usa Marco Rubio, durato circa un'ora e mezza al termine del quale Rubio e la delegazione statunitense hanno lasciato Palazzo Chigi per dirigersi alla sede dell'ambasciata americana in via Veneto a Roma. Il colloquio si è svolto in un clima segnato dalle tensioni delle ultime settimane, alimentate anche dagli attacchi di Trump, che ha accusato l'Italia di scarso impegno sul dossier iraniano. Tra i temi centrali dell'incontro figurano la crisi nello Stretto di Hormuz e la situazione in Libano.
Al termine dell'incontro, la presidente del Consiglio ha scritto su X che c'è stato un "dialogo franco, tra alleati che difendono i propri interessi nazionali ma che sanno entrambi quanto sia preziosa l’unità dell’occidente". Durante il confronto, continua il post, "abbiamo affrontato numerose questioni, dai rapporti bilaterali tra Italia e Stati Uniti fino alle principali questioni internazionali, tra cui la crisi in medio oriente, la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, la stabilizzazione della Libia e il processo di pace in Libano e in Ucraina". Anche a margine di un evento Meloni è tornata sull'incontro ribadendo: "Entrambi (Italia e Usa, ndr) comprendiamo quanto sia importante il rapporto transatlantico, ma allo stesso modo comprendiamo quanto sia necessario per ciascuno difendere i propri interessi nazionali, quindi l'Italia difende i propri interessi nazionali esattamente come fanno gli Stati Uniti ed è bene che insomma questo ci si trovi d'accordo".
Dopo il bilaterale con la premier, il segretario di stato ha detto davanti ai giornalisti della stampa americana davanti l'ambasciata di non aver "discusso argomenti specifici" come il ritiro delle truppe americane dall'Europa. "E' una decisione - ha aggiunto Rubio - che deve prendere il presidente, ma io ho sempre detto pubblicamente di essere un forte sostenitore della Nato". Sulla situazione in medio oriente, il segretario di stato ha detto che "tutti i presidenti degli Stati Uniti hanno convenuto che l'Iran non possa avere un'arma nucleare ma Donald Trump è il primo che sta facendo qualcosa di concreto per impedirlo". Commentando le notizie secondo cui Teheran starebbe tentando di creare un'agenzia per regolare il traffico nello stretto di Stretto di Hormuz Rubio ha dichiarato che "non è accettabile che l'Iran prenda il controllo unilaterale di un passaggio internazionale in acque internazionali" e ha poi spiegato che: "Considerando le condizioni dei negoziati con l'Iran, dovremmo saperne qualcosa oggi. Aspettiamo la loro risposta, vedremo cosa comporta e si spera che possa portare a un processo negoziale serio", ha detto aggiungendo che "il paletto è chiarissimo: se minacciano l'America salteranno in aria".
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Spostandosi sui colloqui tra Israele e Libano, Rubio ha annunciato che "probabilmente riprenderanno la prossima settimana". Anche se, al momento, "non c'è una data certa", ma, ha aggiunto, "credo che questa sia un'area di cooperazione importante con l'Italia", ha spiegato il sottosegretario, sottolineando il contributo italiano al sostegno del governo libanese. "L'Italia ha messo a disposizione molte risorse per il Libano e può dare qualcosa in più grazie alla sua expertise e alla sua presenza già sul territorio", ha detto. Per Rubio l'obiettivo comune di Washington, Beirut e Tel Aviv è "un governo libanese legittimo". L'ostacolo, secondo il capo della diplomazia americana, è Hezbollah, definito "un agente che agisce per conto dell'Iran".
Sulla situazione a Kyiv, Rubio ha ribadito che gli Stati Uniti sono pronti a continuare il ruolo di mediazione tra Russia e Ucraina, ma i negoziati "al momento sono stagnanti". Inoltre il segretario di stato ha definito "molto positivo" l'incontro del giorno prima con Papa Leone XIV. "Li ho aggiornati sulla situazione in Iran ed espresso il nostro punto di vista sul perché quest'operazione fosse importante e il pericolo rappresenato dall'Iran per il mondo". Però Rubio si è rifiutato di rendere noto cosa riporterà al presidente Trump dopo l'incontro. "Perché dovrei dirvi cosa suggerirò al presidente?", ha detto ai giornalisti. Il presidente parlerà sempre chiaramente di come si sente e agirà sempre nel migliore interesse degli Stati Uniti". "Penso possiamo fare ciò e continuare ad avere relazioni importanti e fruttuose con la Chiesa, che ha anch'essa un ruolo importante nel mondo", ha aggiunto.
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Prima della premier il segretario di stato aveva incontrato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, in un vertice dove hanno discusso dei principali temi internazionali e il rafforzamento dei rapporti Italia-Usa, incluso il tema dei minerali critici. Parlando con i cronisti, il vicepremier ha poi raccontato che nell'incontro, da lui stesso definito "positivo", ha ribadito a Rubio "l'importanza dell'unità dell'occidente e delle relazioni transatlantiche, che per noi sono fondamentali. Per noi è importante una presenza americana in Europa per rafforzare la Nato e naturalmente è importante anche l'impegno forte degli europei da questo punto di vista, cosa che gli europei stanno facendo. Sono convinto che l'Europa ha bisogno dell'America, l'Italia ha bisogno dell'America, ma anche gli Stati Uniti hanno bisogno dell'Europa e dell'Italia".
Terminato il bilaterale con Tajani, il dipartimento di stato americano ha diffuso una nota in cui si legge: nell'incontro si è discusso "di cooperazione bilaterale, nonché di sfide alla sicurezza globale e regionale". Il segretario Rubio "ha illustrato le iniziative volte a promuovere la libertà di navigazione e la sicurezza marittima nelle principali rotte internazionali. I due hanno sottolineato l'importanza di porre fine alla guerra in Ucraina. Il Segretario ha ribadito la necessità che i paesi occidentali tutelino i propri interessi economici", ha scritto il portavoce Tommy Pigott.
Tajani ha poi aggiunto: "Ho ribadito la disponibilità dell'Italia a essere presente con la nostra Marina Militare, una volta raggiunto il cessato il fuoco stabile, per lo sminamento e la garanzia di libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Ho fatto un cenno soltanto alla questione dei dazi, anche se non è competenza del segretario Rubio la materia commerciale. Ma gli ho detto soltanto che noi non vogliamo guerre commerciali, siamo favorevoli a un grande mercato, Europa, Stati Uniti, Canada, Messico". Il vicepremier ha ribadito inoltre "l'importanza dell'Italia nel Libano, della nostra disponibilità a essere presenti anche nel futuro" per "svolgere un ruolo importante per garantire la stabilità e rinforzare anche le forze armate regolari libanesi, cosa che stiamo già facendo con la nostra missione bilaterale". Prima del bilaterale il segretario di stato ha ricevuto uno schema del suo albero genealogico che attesta le sue origini piemontesi. "E' per me un momento speciale ricevere tutte queste informazioni ed è un'esperienza incredibile e un motivo in più per tornare presto, visitare la Regione, conoscerla e connetterci al passato, sperando che serva anche da ispirazione su come possiamo lavorare insieme in futuro", ha detto Rubio.