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Linee rosse. Parlare con Putin, ma per dirsi cosa? Kallas vuole obiettivi condivisi in Europa
L'Alto rappresentante respinge Schröder come mediatore e dice che il presidente russo è più debole ma non ancora disposto a trattare davvero. Per questo l’Ue prepara nuove sanzioni, aiuti a Kyiv e una lista di linee rosse per qualsiasi futuro negoziato

Kaja Kallas (foto LaPresse)
Bruxelles. L’Unione europea ha rigettato come una “trappola” la proposta di Vladimir Putin di nominare l’ex cancelliere tedesco Gerard Schröder per negoziare con la Russia, ma si prepara a fissare le sue “linee rosse” se si apriranno discussioni con un leader russo che appare sempre più debole. “Gerhard Schröder è stato un lobbista di alto livello per società statali russe. Di conseguenza, è chiaro perché Putin voglia che sia lui a ricoprire questo ruolo: per poter sedere su entrambi i lati del tavolo delle trattative”, ha detto oggi l’Alto rappresentante, Kaja Kallas, al Consiglio Affari esteri dell’Ue. Diversi ministri hanno sottolineato che spetta agli europei scegliere un negoziatore o una squadra. Schröder è stato presidente del consorzio Nord Stream e del gigante petrolifero Rosneft. “Non ha esattamente dimostrato in passato tutte le qualità necessarie per agire come mediatore neutrale e imparziale. Si è certamente lasciato influenzare pesantemente da Putin”, ha spiegato il sottosegretario tedesco per l’Europa, Gunther Krichbaum. Ma l’Ucraina è convinta che ci sia una finestra di opportunità, perché Putin è debole. “Abbiamo una chance che l’Europa possa giocare un ruolo speciale nei nostri sforzi di pace”, ha detto il suo ministro degli Esteri, Andri Sybiha. Dall’Europa “abbiamo bisogno di un approccio con una voce sola”, ha avvertito Sybiha.
Una voce sola dell’Europa non è un inviato speciale, ma una serie di obiettivi condivisi, se la Russia dovesse accettare di avviare un dialogo diretto, abbandonando le sue rivendicazioni massimaliste. E’ l’esercizio che ha deciso di avviare Kallas. Una discussione è prevista alla riunione informale dei ministri degli Esteri che si terrà il 24 maggio a Cipro. E’ necessario decidere “cosa vogliamo”, quali sono le “concessioni” da chiedere a Mosca e “quali sono le nostre linee rosse”, ha spiegato l’Alto rappresentante. La posta in gioco non è solo l’Ucraina, ma l’architettura della sicurezza dell’Europa. Kallas ha citato l’esempio dell’Armenia, dove sono ancora presenti militari russi. L’Alto rappresentante rimane scettica sulla volontà di Putin di negoziare davvero. “In questo momento non vediamo che la Russia sta negoziando in buona fede – ha detto – penso di riuscire a vedere oltre le trappole che la Russia sta tendendo e, al momento, non siamo affatto in fase di negoziato”. Tuttavia, Kyiv ha interesse a cercare di coinvolgere di più gli europei nel momento in cui Donald Trump è concentrato sulla guerra in Iran. Inoltre, alcune capitali europee sembrano convinte che Putin potrebbe essere incentivato a fare concessioni a causa della sua fragilità interna.
Durante il dibattito al Consiglio Affari esteri, i ministri hanno “analizzato cosa significano questi messaggi di Putin. E’ qualcosa di diverso rispetto a quello che ha detto in passato”, ha riconosciuto Kallas. “La comprensione generale è che Putin è in una posizione più debole di quanto sia mai stato prima. Vediamo che (i russi) stanno perdendo molte vite nel campo di battaglia. C’è scontento crescente nella società russa. E’ la ragione per cui hanno chiuso internet, in modo che la gente non possa avere accesso alle notizie. Ci sono anche i bombardamenti in profondità, che hanno un vero impatto. Il sostegno per la guerra di Putin sta scendendo”. Secondo Kallas, “tutto questo dimostra che Putin non è così forte. Ma non siamo al punto in cui (i russi) sono pronti a negoziare in modo genuino, perché continuano a presentare richieste massimaliste. Ed è la ragione per cui dobbiamo continuare con il nostro lavoro”.
Il lavoro per gli europei significa altre sanzioni contro la Russia per ridurre le entrate petrolifere, l’esborso della prima tranche del prestito da 90 miliardi di euro all’Ucraina e l’accelerazione dei negoziati di adesione. Sybiha ha sottolineato che la fuoriuscita di Viktor Orbán dopo le elezioni in Ungheria può portare a “una nuova dinamica”. La Commissione ha fatto sapere che i primi 9 miliardi del prestito potrebbero essere sbloccati la prossima settimana. Kallas ha indicato che tutti i capitoli negoziali dovrebbero essere aperti “entro l’estate”. Oggi, assieme al Canada, l’Ue ha organizzato una conferenza sui bambini ucraini rapiti dalla Russia e imposto sanzioni su 23 individui ed entità coinvolti. Kallas ha annunciato l’adesione dell’Ue al Tribunale speciale per il crimine di aggressione e l’ampliamento del mandato della missione civile in Ucraina per aiutare a combattere le minacce ibride e reintegrare gli ex combattenti.




