Trump: “Meloni mi ha implorato per una foto, che pena”. Lei: “Tutto inventato”. E Mattarella la chiama

“Non ero obbligato a parlarle, probabilmente è contenta che lo abbia fatto”, dice il presidente americano a proposito dell'incontro a Evian, in una telefonata a La7. Tajani cancella il viaggio a Miami. Fazzolari: “Deliri”. Calenda: “Bullo da operetta”. Conte: “Inaccettabile”

19 GIU 26
Ultimo aggiornamento: 12:25
Immagine di Trump: “Meloni mi ha implorato per una foto, che pena”. Lei: “Tutto inventato”. E Mattarella la chiama
Donald Trump ha commentato il recente incontro con Giorgia Meloni, a margine del G7 di Evian, durante una telefonata con Daniele Compatangelo, corrispondente dalla Casa Bianca per La7. Interpellato inizialmente sui dossier internazionali relativi all’Ucraina e al Medio Oriente, il presidente americano ha spostato l’attenzione sul colloquio avuto con la presidente del Consiglio italiana. "Come sta il suo primo ministro?", ha chiesto. "Cosa ha detto quando mi ha incontrato?". 
Trump ha spiegato al giornalista: "Non ero obbligato a parlarle. Probabilmente è contenta che io le abbia parlato. Mi ha implorato di fare una foto con lei! Voleva una foto con me così tanto. L’avrei anche non fatta, ma mi ha fatto pena!", come si legge nella trascrizione della conversazione pubblicata da La7.
La replica di Giorgia Meloni è arrivata con un post pubblicato sulla sua pagina Instagram. La presidente del Consiglio ha definito "inventate" le parole attribuite al presidente degli Stati Uniti e si è detta "allibita" dal suo comportamento nei confronti degli alleati. "Non è la prima volta che accade", ha scritto Meloni, aggiungendo che dispiace vedere tanta durezza verso i partner occidentali e, al contrario, maggiore accondiscendenza verso leadership ostili all’Occidente. Poi la chiusura: "Una cosa se la deve ricordare: io e l’Italia non imploriamo mai". 
Il caso è arrivato anche al Quirinale. Questa mattina Sergio Mattarella ha chiamato Giorgia Meloni, poche ore dopo la diffusione delle dichiarazioni di Donald Trump.
Immediate le reazioni, con la maggioranza che ha subito replicato per bocca di Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega per l'Attuazione del programma di governo. "I deliri di Trump su Giorgia Meloni sono solo l'ultimo episodio di attacchi e insulti rivolti ai leader europei", ha commentato. "Non si capisce se per volontà o per inettitudine sta rovinando gli storici rapporti tra Stati Uniti ed Europa. Con le sue uscite inopportune è riuscito nel non facile intento di rendere gli Usa invisi all'intero continente europeo, danneggiando non solo l'Europa ma soprattutto gli Stati Uniti". Con un messaggio su Instagram, Matteo Salvini, sotto una sua foto con Meloni, scrive: "Chi attacca Giorgia, attacca tutti noi". Alla replica della premier e alle prese di posizione arrivate dall’opposizione si è aggiunta anche la reazione del governo. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato su X di aver annullato la visita negli Stati Uniti prevista per il 21 e 22 giugno, dopo le parole di Donald Trump. Dichiarazioni che il titolare della Farnesina ha definito "gravi e offensive" e che, ha scritto, colpiscono "tutta l’Italia". Tajani avrebbe dovuto partecipare a Miami all’Italy-Us Business, Investment, Science and Innovation Forum.
A difesa della premier anche le forze dell'opposizione. Carlo Calenda, su X, ha definito Trump "un mentitore seriale" e "un bullo da operetta", e ha aggiungto di non credere che Giorgia Meloni abbia "implorato alcunché". Calenda ha chiesto di respingere insulti che, a suo giudizio, offendono l’onore nazionale. Solidarietà alla presidente del Consiglio è arrivata anche dal Pd: il senatore Filippo Sensi ha parlato di parole "inqualificabili". Sulla stessa linea Giuseppe Conte. L’ex premier e leader del M5s, in un post su Facebook, ha definito "inaccettabile" che un alleato possa rivolgersi in quei termini ai vertici istituzionali italiani, parlando di un paese "platealmente mortificato". Conte invita poi a trarre una lezione politica dall’episodio: la ricerca di rapporti privilegiati, foto e riconoscimenti personali, sostiene, non può venire prima dell’interesse nazionale e della difesa della dignità e della credibilità dell’Italia. Ancora più netto Nicola Fratoianni. Il leader di Avs dice di non sapere se preoccuparsi di più per un Trump "ormai senza freni" o per la scarsa credibilità internazionale attribuita a Meloni. Una solidarietà alla premier, aggiunge, sarebbe persino possibile, se non fosse che quanto accaduto è, a suo giudizio, il risultato delle sue scelte e della sua subalternità al presidente americano.

Dall'Ucraina all'immigrazione. Le altre parole di Trump

Sul conflitto in Ucraina, Trump ha evitato di entrare nel merito delle possibili prospettive di adesione del paese all’Unione europea o delle condizioni per un accordo con la Russia, limitandosi a ribadire che gli Stati Uniti vogliono “soltanto la pace”.
Nella parte finale della conversazione, il presidente americano ha rivolto dure critiche all’Europa, accusando i governi europei di aver commesso errori sia nella gestione dell’immigrazione sia nelle politiche energetiche. Secondo Trump, questi due temi rappresentano le principali criticità per il futuro del continente. In particolare ha definito l’immigrazione “un disastro” e ha criticato l’utilizzo dell’energia eolica, sostenendo che le pale eoliche siano “un fallimento”.