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Meloni in Aula. Botta e risposta con Renzi sull'economia
Dalla sanità all'energia fino alla guerra in medio oriente. La presidente del Consiglio risponde alle domande di maggioranza e opposizione. E sul nucleare annuncia: "Entro l'estate via libera alla legge delega"
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13 MAY 26
Ultimo aggiornamento: 04:20 PM

Foto Ansa
Dalla sanità all'economia, dalla guerra in medio oriente fino ai rapporti con Donald Trump. Sono questi i temi su cui la presidente del Consiglio Giorgia Meloni dovrà rispondere durante il premier time al Senato, quasi un anno dopo l'ultima volta. Le opposizioni incalzeranno Meloni su reddito, inflazione e calo della produzione industriale, ma ci sarà spazio anche per i centri in Albania e per le epurazioni di Alessandro Giuli al ministero della Cultura.
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Meloni: "Entro l'estate sarà approvata la legge delega sul nucleare"
“Approfitto per dire che entro l'estate sarà approvata la legge delega, saranno adottati decreti attuativi per il quadro giuridico necessario alla ripresa della produzione nucleare in Italia”, ha detto la presidente del Consiglio durante il premier time a Palazzo Madama rispondendo all'interrogazione del senatore di Azione Carlo Calenda sull'istituzione di un piano congiunto industriale per l'Italia. Sulla cabina di regia proposta da Calenda, la presidente ha detto di essere "disponibile", ma ha aggiunto: "Quando finora abbiamo provato a fare delle proposte di questo tipo le risposte dalla stragrande maggioranza dei partiti di opposizione non è stata di disponibilità. Ricordo uno degli ultimi casi, all'inizio del conflitto in Iran, dissero che volevamo organizzare una sorta di passerella. Da parte mia non c'è alcuna volontà di organizzare passerelle. Se le posizioni delle forze di opposizione oggi fossero diverse, le mie porte serebbero ancora aperte: sono in ogni caso aperte per chiunque abbia voglia di mettere da parte l'interesse di partito per l'interesse nazionale".
Botta e risposta con Renzi: "Il governo sembra la famiglia Addams". La premier: "Al netto di insulti, non sa di che parlare"
Il senatore di Italia Viva Matteo Renzi ha attaccato l'esecutivo dicendo, riferendosi al recente repulisti al ministero della Cultura al caso Bartolozzi, che "quando c’è un problema il governo licenzia i sottoposti. Se c’è uno come Giuli al governo è colpa sua, altrimenti lui poteva restare nel bosco a suonare il flauto con il dio Pan". Meloni all'inizio della sua risposta ha ribattuto: "La cosa interessante è che si invoca la presenza del presidente del Consiglio" ma "quello che riscontro è che, al netto di accuse e insulti, c'è oggettivamente poco di cui parlare". A Renzi che le chiedeva di elencare le tre proposte che il governo vuole portare avanti nell'ultimo anno di legislatura, la premier ha risposto che gli obiettivi sono "rafforzare i salari e il potere di acquisto, incentivare le aziende che assumono e incentivare la natalità. Noi abbiamo sempre seguito queste tre priorità. Oltre al Piano casa, le cito anche l’estensione della Zes unica a tutto il mezzogiorno e aggiungo che vogliamo rafforzare i meccanismi per estendere i fondi pensione nell'economia italiana". Parlando del Pnrr Meloni ha detto che a oggi l'Italia ha incassato 153 miliardi e sarà liquidata la nona rata nelle prossime settimane. Al 31 marzo 2026 la spesa certificata ammonta a 117 miliardi, pari al 76 per cento del totale a cui si aggiungono 24 miliardi di strumenti finanziari. Direi che abbiamo fatto un buon lavoro”.
Meloni: "Il salario minimo rischia di diventare una soglia al ribasso piuttosto che una tutela in più"
"Noi crediamo che i salari vadano aumentati rafforzando la contrattazione, perché è lì che si difendono i diritti dei lavoratori e che lo si riesce a fare settore per settore. Con l'ultimo decreto lavoro abbiamo stabilito che possono accedere agli incentivi per le assunzioni solo le imprese che applicano un salario giusto, dove si intende il trattamento economico complessivo sancito dai contratti collettivi nazionali che vengono stipulati dalle organizzazioni sindacali e datoriali più rappresentative". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni rispondendo alla senatrice Michaela Biancofiore durante il premier time. "E' una strada diversa da quella del salario minimo proposta dalle opposizioni che però, come dimostra il caso della Puglia dove è stato applicato il salario minimo, rischia di diventare una soglia al ribasso piuttosto che una tutela in più. Nessuno pensa che il problema sia risolto, sappiamo che gli stipendi in Italia sono ancora troppo bassi ma continuiamo a lavorare su questa strada per far crescere i salari", ha dichiarato la premier. "Noi abbiamo sentito - ha aggiunto - che in Italia i salari 'hanno perso 7 punti dal 2021'. Bene. Solo che chi lo sostiene è lo stesso che governava tra il 2021 e il 2022, quando l’inflazione è esplosa e i salari reali hanno perso oltre otto punti e mezzo, cioè quando questo calo si è accumulato. Perché noi siamo partiti da qui. Anche questo sarebbe, senatore Renzi, onesto da ricordare. Siamo partiti da qui, ci abbiamo lavorato, e i salari hanno ripreso gradualmente a crescere più dell’inflazione. Significa che, seppure lentamente, le famiglie stanno recuperando parte del potere d’acquisto degli anni precedenti".
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Meloni: "Il debito cresce solo grazie al Superbonus che finiremo di pagare nel 2027"
"Incontro sempre una certa contraddizione nelle accuse a questo governo, siamo accusati da una parte di fare austerità e redarguiti dall'altra per l'aumento del rapporto debito/Pil ma "il debito cresce solo grazie al Superbonus, 174 miliardi di euro" che "finiremo di pagare nel 2027 quando sarà finito il nostro mandato". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in risposta a un'interrogazione di Stefano Patuanelli, capogruppo del Movimento 5 stelle, sulle iniziative per promuovere la crescita e la competitività industriale. "Abbiamo avuto dei colleghi che hanno sperperato risorse ipotecando i cinque anni successivi perché sapevano che non avrebbero dovuto loro prendersi la responsabilità di quelle scelte e poi ci fanno la morale e quindi la morale mi pare eccessiva". "Avremmo anche potuto uscire dalla procedura di infrazione se non avessimo dovuto fare i conti con centinaia di miliardi di euro bruciati per misure elettorali senza controllo".
Meloni: "In due anni volume d'affari complessivo di circa 55 miliardi per il sud"
"Penso che dall'inizio del lavoro di questo governo abbiamo dimostrato come per noi il Mezzogiorno non fosse un problema da risolvere, ma semmai una grande opportunità da cogliere. Dove per molti anni l'approccio era stato concentrato sui sussidi, noi abbiamo preferito concentrare la nostra attenzione sugli investimenti, sul lavoro, sulle infrastrutture e sulla semplificazione''. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni rispondendo all'interrogazione presentata dalla capogruppo di Forza Italia Stefania Craxi sulle attuali politiche di sviluppo del Mezzogiorno. "Quello del Sud - ha spiegato - non è certamente un problema di risolvere ma è la chiave per costruire un'Italia più forte, più competitiva e anche un'Italia più unita''. ''La Zes unica - ha assicurato Meloni - è l'esempio più concreto di questa strategia. Abbiamo ridotto i tempi burocratici, abbiamo accelerato le autorizzazioni, dato alle imprese regole chiare. Il risultato è che in due anni sono stati autorizzati, in parte sostenuti con crediti di imposta oltre 1.300 investimenti per un volume d'affari complessivo di circa 55 miliardi di euro, e chiaramente rilevanti ricadute in termini occupazionali". A questo, ha rimarcato Meloni, si aggiungono gli "investimenti del Pnrr ma anche la riforma delle politiche di coesione che spesso si dimentica, il rafforzamento delle infrastrutture, dei porti, delle reti energetiche, della logistica, gli incentivi all'occupazione".
Meloni a Boccia: "Vado a fare la spesa e sto tra la gente. Dopo quattro anni c'è ancora fiducia in questo governo"
"Sono andata a fare la spesa l'ultima volta sabato scorso, se vuole può andare a chiedere", ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni replicando al capogruppo del Partito democratico Francesco Boccia. "Non rinuncio a stare in mezzo alla gente e a fare una vita normale, perché questo mi aiuta a capire come stanno le cose" e infatti "intorno a questo governo c'è ancora tanto ascolto dopo quattro anni, e anche questo qualcosa significherà". La premier ha poi rivendicato il lavoro dell'esecutivo sul fronte delle riforme: "Abbiamo fatto la riforma fiscale, quella del Codice degli appalti, la riforma del Pnrr, della Corte dei Conti e dei fondi di coesione". Nel passaggio più politico, la presidente del Consiglio ha attaccato il Pd sul tema di Roma Capitale: "Avevamo avviato insieme il percorso per il riconoscimento di Roma Capitale in Costituzione, poi il Partito democratico si è sfilato".