Maiorino (M5s): "Albanese candidata? Deciderà lei". Il convegno sulla Palestina

La senatrice: "È una professionista eccezionale e una persona splendida. Ma per ora sono illazioni". La relatrice Onu parla all'evento sulla Palestina (e sulla manosfera) organizzato dal Movimento, mentre tornano i dubbi su Renzi nel campo largo. "Figura complicata, considerati i suoi legami con Israele"

26 MAG 26
Ultimo aggiornamento: 14:48
È solo una suggestione (giornalistica), assicurano. Ma va avanti ormai da mesi: e se davvero Francesca Albanese si candidasse con il campo largo? Magari con il M5s? "Credo che questa sia totalmente una scelta di Francesca Albanese, deciderà lei cosa fare del suo futuro. Ha sempre detto di essere concentrata sul ruolo di relatrice Onu. È una professionista eccezionale e una persona splendida", risponde al Foglio la senatrice Alessandra Maiorino. Che subito dopo spiega anche come da parte del Movimento non sia in atto alcun corteggiamento. Anzi: "Certe illazioni – aggiunge – sono semplicemente volgari".
Ad alimentarle, a dare materiale alla stampa, ci sono gli inviti e le partecipazioni di Albanese, figura apprezzatissima a sinistra, a eventi e seminari organizzati dalle forze politiche. Come quello andato in scena ieri alla Camera, promosso proprio da Maiorino e dalla collega Stefania Ascari, che prima di aprire i lavori si scaglia contro il "piano nazisionista, genocida, della Grande Israele". Il titolo del seminario è già un programma: "Tutto quello che resta della Palestina. Dagli Epstein files al genocidio".
Il fil rouge – non proprio immediato ma sicuramente audace – è "il bullo", per dirla con le parole dell'insegnante e divulgatrice Virginia Veludo. Ovvero: "Il meccanismo del potere", che nel caso del finanziare americano accusato di pedofilia (e molte altre cose, prima del suicidio) prende forma attraverso sfruttamento sessuale, segreti e ricatti. Mentre per Israele a Gaza significa guerra e sterminio. Si parla della Flotilla, si denunciano le complicità dell'occidente – e del governo Meloni – con il genocidio. Si chiede lo stop a ogni accordo con Israele secondo un canovaccio ricorrente, che in certi passaggi fa sbadigliare qualcuno in una sala (piena fino a un certo punto) che va dal pensionato a giovanissimi studenti.
Il parterre dei relatori è vario. Tra gli altri, ci sono i contributi di Rula Jebreal e di Tomaso Montanari (si collega), di Maria Elena Delia, già portavoce italiana della Flotilla. Il M5s si rimette la kefiah e può spingersi laddove il Pd probabilmente non arriva: i toni del convegno vanno oltre, per esempio, la recente legge presentata congiuntamente (anche con Avs) per "vietare l'importazione di beni e servizi provenienti dagli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati" – come hanno spiegato gli stessi leader.
E forse per il partito di Conte è anche un modo per coprirsi politicamente dal movimentismo di Alessandro Di Battista. Manda un video anche l'attore Mark Ruffalo, che ha interpretato Hulk ed è stato candidato al premio oscar in passato. C'è spazio anche per Elisa Ercoli (la presidente dell'associazione Differenza donna): parla dei rapporti tra Epstein, Trump e Bannon: da qui sostanzialmente, in risposta al Movimento Me too, sarebbe nata la manosfera, che fa proseliti tra social, Telegram e gaming.
Ercoli invoca quindi lo stop a telefoni e digitale per minori di 15 anni, è sicura che le giovani generazioni ce le stiamo perdendo. "Badate bene, se avete adolescenti maschi. Perché è nel programma, nel sistema, che diventino odiatori del futuro. In tutto questo la Palestina c'entra tantissimo. Perché? Perché questo sistema, che nasconde gli interessi economici e sulle criptovalute, è sempre stato gestito da Israele". Toccherà insomma proprio a Francesca Albanese (pure lei in collegamento, ma applauditissima) riportare la discussione su binari più canonici quando di parla di Gaza, denunciando il dramma dei palestinesi, le complicità italiane. Ma anche il "necrocapitalismo", di Netanyahu e dell'industria bellica, degli stati, "inseguendo il profitto senza scrupoli". Seguono le coordinate per boicottare imprese e banche, "scelte etiche".
Il convegno va avanti per circa tre ore e alla fine – mentre per il centrosinistra arrivano exit poll non proprio confortanti – resta un interrogativo: come farà il M5s a stare insieme a Matteo Renzi, a partire proprio dalla Palestina? "È certamente una figura complicata – sospira Maiorino – considerati i suoi legami con Israele, con i servizi di sicurezza e quant'altro. Sul genocidio non ha preso posizione. L'importante è il programma, lo stop alla cultura delle armi e il diritto internazionale, non i singoli", conclude la senatrice.
La sensazione è che a diffidare del leader di Iv non sia solo Chiara Appendinoche lo ha messo in chiaro. Ma si tratti di una opinione ben più diffusa nel M5s, ma taciuta in nome del campo largo e dell'avversità a Meloni. Sempre che la scoppola del dem Andrea Martella a Venezia, le amministrative, non portino a qualche nuova riflessione anche in via di Campo Marzio.