De Pascale: "Sulla sicurezza siamo pronti a un confronto. La sinistra sia credibile"

Il governatore dell'Emilia-Romagna risponde al ministro dell'Interno Piantedosi sul "patto repubblicano" tra le tutte le forze politiche: "L'Emilia-Romagna è sempre a disposizione per dialogare con qualsiasi governo, ma sia destra che sinistra devono fare un salto sui temi della sicurezza"

15 GIU 26
Ultimo aggiornamento: 16:52
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Foto Ansa

"Sia destra che sinistra devono fare un salto sui temi della sicurezza. La prima sulla strumentalizzazione, la seconda sulle politiche di repressione. Per me sarebbe interessante se ci fosse la disponibilità di tutti a mettersi in discussione. L'Emilia-Romagna è sempre a disposizione per dialogare con qualsiasi governo, ma discutere non significa darsi ragione, significa confrontarsi". Lo dice al Foglio Michele De Pascale, presidente del Pd dell'Emilia-Romagna, a proposito del "patto repubblicano" sulla sicurezza proposto da questo giornale e rilanciato dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi.
"Il dialogo istituzionale tra le regione e l'esecutivo non si è mai interrotto - continua il governatore - anche nei momenti di maggiore tensione, anche perché Piantedosi è stato prefetto qui da noi. Quindi se l'apertura è una postura personale del ministro, il confronto non è mai finito, ma se invece è una postura del governo, direi che è un po' tardi dopo quattro anni". Le tempistiche infatti non sono le migliori, sottolinea De Pascale, perché "manca un anno al voto ed è il momento più difficile per fare un accordo bipartisan".
Su questo giornale Piantedosi, rispondendo all'editoriale del direttore Claudio Cerasa, ha detto che sarebbe stata "del tutto auspicabile in politica e tra le istituzioni ogni possibile convergenza verso soluzioni condivise che taglino fuori impostazioni ideologiche e polemiche strumentali" sui temi della sicurezza e del contrasto all'immigrazione irregolare, rivendicando i risultati del governo Meloni.
Entrando nel merito delle parole del ministro, De Pascale precisa che i numeri citati "non convincono perché la verità è che gli sbarchi sono ritornati ai livelli preimpennata, quando c'era la ministra Lamorgese. Ma non siamo solo noi di centrosinistra a contestare i risultati: ora lo fa anche l'estrema destra", dice il presidente, facendo un non velato riferimento al giovanissimo partito di Roberto Vannacci, Futuro nazionale.
"Condivido le parole di Piantedosi quando dice che 'nel dibattito pubblico il tema della sicurezza è caratterizzato da un misto di allarmismo e strumentalizzazione, come se fossimo allo sbando', ma non ho capito a chi si rivolga il ministro, perché i toni allarmistici negli ultimi dieci anni li hanno usati Giorgia Meloni e Matteo Salvini. Nella sinistra ho sempre visto una sottovalutazione del problema sicurezza, non certo allarmismo ed esagerazione. Al centrosinistra - conclude il suo ragionamento - si possono imputare tante responsabilità, ma non questa. Questa è una responsabilità che il ministro dovrebbe ricercare nella sua presidente del Consiglio".
De Pascale sottolinea che quello della sicurezza sarà "indiscutibilmente" un tema delle prossime elezioni, anche perché nel 2027 a correre per le politiche ci sarà anche Vannacci, "che usa le stesse parole di Meloni e Salvini". Per questo è convinto che la sinistra debba "evolvere la sua narrazione e il suo approccio alla sicurezza: non ci sono solo le politiche di prevenzione, ma anche quelle di repressione su cui bisogna essere altrettanto credibili".