Aspettando il festivalRiecco Cannes, con tanta (troppa) Francia e la pazienza di Anderson e MorettiSi parte con “Annette” di Leos Carax, in gara anche Sean Penn e Sean Baker. Ci sarà molto da recuperare e tanto da scoprire. Anche una nuova sezione Première. La presentazione della manifestazione, che inizia il 6 lugliodiRedazione4 GIU 21
Come finirebbe "Il Portaborse" oggi?Forse ci sarebbero Travaglio e Gomez che prendono a mazzate non un’auto di lusso, ma una baradiGuido Vitiello23 GEN 20
Conversazione con Eshkol NevoL’osmosi tra vita e lotta di piazza. Intervista all'autore del libro che ha ispirato Nanni MorettidiMassimiliano Coccia 30 LUG 19
Come fa il micio?Sono stato il figlio unico assoluto, come in “Caro Diario”, e adesso so che cosa mi mancadiMassimiliano Coccia 22 MAR 19
Buche e champagneIl Suv in doppia fila di Totti, le strade rimesse in sesto apposta per Macron e il festival di MorettidiGiuseppe Fantasia1 LUG 18
Divertente e spietato, il "Nanni Moretti" di Culicchia fa a pezzi l'editoria italianaIl nuovo libro dello scrittore torinese (Mondadori)diMariarosa Mancuso24 MAR 17
Cara Archibugi, non faccia la MorettiSi può provare nostalgia, o anche no, de gustibus, per la voce chioccia e il sarcasmo di Nanni Moretti, quando comiziando a piazza Navona mitragliò il suo celebre “con questo tipo di dirigenti non vinceremo mai”.diMaurizio Crippa15 FEB 16
Complesso di stupiditàNoi antropologi di provincia, con la tessera da progressisti in tasca, che negli anni Ottanta guardavamo i cafoni ridendo. Ecco perché abbiamo sbagliato tuttodiAntonio Pascale26 NOV 15
Complesso di stupiditàNoi antropologi di provincia, con la tessera da progressisti in tasca, che negli anni Ottanta guardavamo i cafoni ridendo. Ecco perché abbiamo sbagliato tuttodiAntonio Pascale26 NOV 15
Il problema di Nanni Moretti è che è diventato troppo e troppo poco autobiograficoDavanti a “Mia madre” mi sono distratto. Perfino quando sfilava la Lazzarini, che ricorda la tragica genitrice di “La messa è finita”. Il fatto è che per la prima volta ho capito perché i film morettiani, dal tracotante “Caro diario” in poi, m’ispirano il disagio indefinibile che si prova di fronte a uno spettacolo né davvero fallito né riuscito.diMatteo Marchesini2 MAG 15